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Roma, ritrovo a Trigoria: il ricordo della Coppa è ancora vivo. Ma su Zaniolo aumenta il pressing della Juve

Mourinho freme: vuole che Pinto gli regali presto i tasselli mancanti

Roma, ritrovo a Trigoria: il ricordo della Coppa è ancora vivo. Ma su Zaniolo aumenta il pressing della Juve
di Gianluca Lengua
4 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 08:16 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Sulla parete dell'ufficio di José Mourinho a Trigoria ci sono tre foto: lui che festeggia la Champions con l'Inter, l'Europa League con lo United e la Conference League con la Roma. La scelta non è casuale, lo Special One ha sempre predicato prudenza e pazienza, mai in cuor suo sente di voler accelerare per regalare ai tifosi altri momenti di pura gioia. Mourinho è sintonizzato sugli umori della città, si è calato nel ruolo di condottiero e sente la responsabilità di dover scrivere altre pagine di storia romanista. Dal 25 maggio sono passati 41 giorni e altrettanti ne mancano all'inizio del campionato. I ricordi di una città impazzita per una coppa che non arrivava da 14 anni, il corteo al Colosseo a osannare i vincenti e quella sensazione che tutto potesse essere possibile. La pazza idea Ronaldo, quella più terrena di Dybala, un futuro a cinque stelle.

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TORNATI SULLA TERRA
Dopo quaranta giorni, i ricordi sono sbiaditi. I festeggiamenti, ovviamente, rimarranno incisi nella mente di chi li ha vissuti, ma quella percezione che l'irrealizzabile diventi fattibile si è dissolta. La sbornia, però, rischia di incidere sul giudizio dell'ambiente rispetto alle prime mosse della Roma sul mercato. E, forse, coinvolge anche lo stesso Mourinho. Lo Special One freme, perché oggi vorrebbe avere al suo cospetto una squadra completa e competitiva, per tuffarsi in una stagione nuovamente vincente. Ma i tempi e le logiche del mercato remano contro questo desiderio. La realtà presenta una serie di dubbi che solo il tempo e la pazienza potranno sciogliere. A partire dalla situazione Zaniolo: Nicolò è stato messo sul mercato, il cartellino costa 50 milioni e la Juve è in forte pressing. La cessione potrebbe concludersi anche nei prossimi giorni se Pinto sarà disposto ad accettare contropartite (Arthur o Fagioli). C'è anche il via libera del giocatore che è pronto a trasferirsi alla Continassa. La Roma ha bisogno di quei soldi per ristrutturare parte del bilancio in rosso e presentarsi al cospetto della Uefa con una carta vincente. Mourinho, invece, vorrebbe conoscere quanto prima il futuro di Nicolò, perché sarebbe controproducente portare avanti una preparazione per tre settimane, magari un mese, con un giocatore che non farà più parte dell'organico. Zaniolo, inoltre, ricopre un ruolo centrale nello scacchiere di Mourinho e all'eventuale sostituto andrà concesso tempo per adattarsi. Da Berardi a Guedes passando per Belotti, i nomi sul taccuino di Pinto sono scritti dagli inizi di giugno, ma al momento è necessario pensare alle cessioni. Un tesoretto ingente (40 milioni) può arrivare da Veretout, Perez, Kluivert, Villar e Diawara perché tra costi dei cartellini e risparmio degli ingaggi, i giallorossi possono permettersi di respirare finanziariamente. Ma anche in questo caso sarà necessario aspettare, forse, fino a mercato inoltrato.

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CIAK, CHI GIRA?
E poi il centrocampo: il regista che chiedeva Mourinho un anno fa non è arrivato. O probabilmente sarà Matic, che si è detto disposto ad adattarsi. Mancano all'appello Frattesi e un altro nome per rinforzare il reparto, che può essere Oliveira se il Porto concederà un anno di prestito. Ma al momento non c'è ancora una risposta. Intanto, però, è arrivato Celik che ha messo in ordine la fascia destra dando a Mou un'alternativa a Karsdorp. La difesa dovrebbe essere a posto con quattro centrali a disposizione e due terzini per lato (a sinistra, Spinazzola può essere considerato un nuovo acquisto). Troppo poco, però, per competere su tre fronti e sperare nella qualificazione in Champions. Mourinho a Trigoria è tornato e il suo silenzio fa rumore. Oggi darà il via agli allenamenti, lavorando sodo come ha sempre fatto in carriera, ma le ambizioni da vincente lo fanno guardare al futuro.
 

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