Il Verona ci prova, ma Musso salva l'Udinese: finisce 0-0

Martedì 24 Settembre 2019 di Matteo Sorio
VERONA La cosa più bella di Verona-Udinese è il riflesso di Musso su Stepinski a un quarto d’ora dalla fine. Non sapendo più segnare — le manca il gol da 343 minuti, cioè dal graffio di Lasagna a Parma, secondo turno — l’Udinese non può che lucidare i guantoni del suo portiere argentino, come un talismano, perché senza quel colpo di reni (Stepinski però non mira abbastanza l’angolo) non ci sarebbe il punto di Verona. Contro questo Hellas, già così figlio di Juric nel senso della corsa, della garra, un punto peraltro non si butta via: il Bologna se l’era sudato in 11 contro 10 alla prima giornata, il Milan per poco non vi veniva costretto nonostante l’identica situazione di superiorità numerica per tutto il match, alla terza. Tra Udinese e gialloblù, dopo il match di ieri al Bentegodi, c’è sempre solo un punto, in classifica: a quota 5 gli scaligeri, a quota 4 i friulani. In campo, però, molta più differenza. Reduce da tre ko in fila, a Tudor aveva chiesto correttivi, alla vigilia, lo stesso dt bianconero, Marino. Così, dal 1’, rispetto al ko col Brescia, il tecnico croato — sempre orfano del giocatore di maggior qualità, De Paul — ha piazzato un trequarti, Barak, dietro l’unica punta Lasagna, rinunciando a Pussetto e sostituendo, nei cinque di centrocampo, Walace (dentro nella ripresa) con Mandragora. Qualche sprazzo nel primo tempo, con Barak, e a inizio ripresa, con lo stesso Lasagna, ma per il resto anche in riva all’Adige è stata un’Udinese che oltre il contropiede non sembra riuscire ad andare, né col tandem Barak-Lasagna né, poi, con Okaka: e quando ci va, l’esecuzione dentro o fuori l’area non è il massimo (vedi Mandragora). Più costante, dentro la partita, l’Hellas di Juric. Sull’occasione enorme per Stepinski (peraltro non l'unica dei padroni di casa, vedi Verre) ecco il timbro di Amrabat, che nonostante un primo tempo sottotono, si conferma tra i motori più caldi di serie A, anima sprintante di metà campo in un Verona che guarda già a Veloso come una solida bussola e all’entusiasmo di Zaccagni come una certezza (al 30’ ci poteva stare il rigore, su di lui). Alla fine, tre parate per Silvestri e quattro per Musso: soprattutto a lui, l’Udinese, deve il punto che riporta un po’ d’ossigeno nella classifica di Tudor.

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  Ultimo aggiornamento: 21:04


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