Roma, a Venezia con Pellegrini. Zaniolo rischia il posto, ipotesi difesa a tre

Roma, a Venezia con Pellegrini. Zaniolo rischia il posto, ipotesi difesa a tre
di Alessandro Angeloni
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Domenica 7 Novembre 2021, 00:32 - Ultimo aggiornamento: 8 Novembre, 09:47

C’è un capitano che rischia: vuole giocare, nonostante un dolore al ginocchio che, pochi minuti prima dell’ultimo Roma-Milan, gli ha «fatto vedere le stelle» e che in questi giorni si è solo attenuato. Vuole giocare sì, nonostante dopo Venezia si vada in pausa: c’è la Nazionale, e lui, che ha già saltato un Europeo, vuole dare comunque la precedenza alla Roma, andando incontro all’eventualità di dover rinunciare alla chiamata azzurra per la doppia sfida decisiva per la qualificazione mondiale. Ma Mourinho in questo momento ha bisogno di lui, perché altri sono un po’ giù e le assenze sono molte: «Presente», il capitano dixit, tirarsi indietro non è possibile.

Lui ha sbagliato davvero poco da agosto a oggi, non ha mai abbassato il livello. Lorenzo è l’ultimo che ha regalato la vittoria alla Roma, a Cagliari, con quella punizione gemma, dopo qualche anno di tiri finiti sulla barriera. Mourinho, come noto, ne vorrebbe tre di Pellegrini, il suo ago della bilancia. A Venezia ne avrebbe davvero bisogno. Di lui più di altri, perché chi c’è rischia di essere messo a riposo, vedi Zaniolo, ultimamente poco ispirato. Cambi tattici in vista: provata la difesa a tre (di fonsechiana memoria), con ElSha e Karsdorp esterni, con Shomurodov (o Mayoral) e Abraham davanti. 

 

TENTAZIONI TATTICHE

Darboe (convocato dal Gambia) è stato lasciato direttamente a casa, non ha convinto contro il Bodo; oltre a Viña, anche Calafiori è infortunato (non andrà con l’Under 21) e si richiede l’intervento di Ibañez (convocato anche Tripi) come spola dal centro a sinistra, con Kumbulla come terzo (Mancini è intoccabile). Pellegrini guiderà un reparto che ha bisogno di uscire dal torpore, da Abraham («tornerà a segnare, non è un problema», l’augurio dello Special), a El Sha fino a Zaniolo (anche Mayoral guadagna posizioni, «è stato bravo con il Bodo, firmando due assist», ricorda Mou). Ma che senso avrebbe risparmiare Zaniolo, per darlo riposato a Mancini? Mou non bada queste sottigliezze e oggi anche uno come Nicolò rischia di starsene in panchina. Così come Micki, che lascerà il passo a El Shaarawy. Mou mischia le poche carte che gli sono rimaste, chiede cattiveria in zona gol.

«Ci sono squadre che creano un’occasione e ne fanno uno, noi invece fatichiamo non nella costruzione ma nel tradurre il gioco in rete. Sarebbe però più preoccupante non avere nessuna occasione, non avere dominio. In qualche partita le cose cambieranno, se segnassimo tutto ciò che costruiamo avremmo un risultato ciccione. Quindi, un po’ di pazienza». Pazienza che Mou ancora non ha perso (definitivamente), pur ricordando le sue difficoltà nella gestione di una rosa corta e con poca qualità. «Le squadre che hanno due giocatori per ogni posizione non hanno problemi, in una rosa come la nostra quando ci sono dei problemi, qualcuno deve adattarsi, giocare in una posizione che non è la sua e completare il puzzle». Chance in corso d’opera anche per Villar, che José apprezza «quando ha la palla, mi piace meno quando non ce l’ha, ma sta facendo uno sforzo in questa direzione», pur incolpandolo del secondo gol preso dal Bodo.

NECESSITÀ

La Roma ha bisogno dei tre punti, per non perdere il quarto posto, bene sempre più prezioso per l’oggi e per il domani, e per dare senso al mercato di gennaio. Partita tosta, oggi, viste certe fragilità mostrate ultimamente dalla sua Roma, che è a caccia di sicurezze. Apprezzamenti doverosi, da Mou, al Venezia di Palolo Zanetti. «Che non conosco personalmente, abbiamo giocato contro tanti anni fa, io ero allenatore e lui calciatore. Posso analizzare la sua squadra, che gioca bene, ha dei principi, è pericolosa in attacco, ha un gioco diretto di contropiede. Ha potenzialità, sarà una gara difficile per noi. Sono sicuro che non avrà problemi a salvarsi». E la Roma non vuole avere problemi a tenersi il posto Champions. 

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