Uno studio rivela: rischio contagio più basso tra i dilettanti

Mercoledì 13 Maggio 2020
Il rischio di diffondere il Coronavirus durante una partita è considerevolmente più basso per i dilettanti rispetto ai calciatori professionisti. Lo rivelano gli esperti dell’Università di Aarhus, che in uno studio precedente avevano analizzato il rischio di contagio basandosi sui dati della Super League danese.

L’analisi, rilanciata da Calcio e Finanza, mostra che i giocatori dilettanti e dei settori giovanili si trovano a una distanza di 1,5 metri l’uno dall’altro per un totale di soli 60 secondi all’ora di calcio, in media. Nel 60% dei casi in cui i giocatori entrano in stretto contatto, questo contatto dura meno di un secondo.

I risultati possono fornire una spinta significativa per coloro che auspicano una rapida ripresa del calcio dilettantistico e giovanile. La ricerca si basa sull’analisi posizione per posizione del rischio per i calciatori, considerando la quantità di contatti con altri giocatori sul terreno di gioco. Gli attaccanti centrali sono quelli a maggior rischio di infezione, mentre i portieri sono i meno esposti.

Se lo studio si è già dimostrato incoraggiante per i professionisti, la minaccia appare dunque inferiore per dilettanti giocatori dei settori giovanili. «Le cifre – spiega lo studio – mostrano che il contatto durante la pratica di uno “sport di contatto” come il calcio è relativamente basso se si considera l’attività lasciando da parte i contrasti, le sostituzioni e gli spostamenti condivisi».

Thomas Bull Andersen, professore associato all’Università di Aarhus, ha raccontato al Telegraph: «Abbiamo scoperto che l’esposizione per dilettanti e giovani giocatori era circa la metà, o meno della metà, rispetto ai giocatori professionisti. Non sono così veloci e così vicini ai loro avversari come i giocatori d’alto livello».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani