«Una follia per la Lazio» Luca Cordero di Montezemolo rivela un suo vecchio sogno:
«Anni fa volevo comprare il club». E i tifosi a Lotito: «Vattene»

Martedì 8 Marzo 2016 di Emiliano Bernardini
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Non l'avesse mai detto: «La Lazio è nel mio destino. Quando arrivai giovane a Roma, mi appassionai ai colori biancocelesti - svela Luca Cordero di Montezemolo al Premio Fair Play - perché fui operato dal dottor Ziaco e vissi degli anni straordinari insieme alla famiglia Maestrelli». Poi si addentra nel discorso e si lascia scappare: «Pensai anche di comprala, una follia di molti anni fa». Parole che suonano come speranza per i tanti studenti tifosi. Immediata l'ovazione all'università di Tor Vergata e il coro partito dai banchi: «Comprati la Lazio». Sorride, imbarazzato, l'ex presidente della Ferrari che di certo non si aspettava tanto clamore per le sue dichiarazioni. Anche perché poco dopo si trova faccia a faccia con il presidente della Lazio, Lotito. Un breve colloquio tra i due. Poi il patron biancoceleste esce dall'Ateneo tra le grida di alcuni studenti che lo ringraziano ironicamente per gli acquisti di Mauricio e Gentiletti. Qualche risata generale, poi mentre sta per infilarsi in macchina gli viene urlato: «Vattene, lascia la Lazio». Lotito si arresta di colpo alza la testa e fissa lo studente, attimi d'imbarazzo poi si infila nell'auto e sparisce all'orizzonte.

SOGNI DI GLORIA
Dallo stadio, passando per le strade fino ad arrivare all'Università, la contestazione esplode ovunque così come la voglia di una nuova dirigenza. Ieri i tifosi si sono aggrappati a Montezemolo, nei giorni scorsi invece ad Al Thani. Dopo l'indiscrezione che rivelava la sua fede biancoceleste tanti laziali avevano invaso i social e le mail dell'emiro del Qatar con le richieste più disparate di comprare il club. Libera la Lazio è l'hashtag perennemente di tendenza in casa biancoceleste. I risultati in campionato non aiutano di certo a risollevare il morale di una tifoseria che vive sul piede di guerra. L'Europa League è un obiettivo bello da cullare ma senza però farsi molte illusioni. Troppi bruschi risvegli hanno caratterizzato gli ultimi anni e ora si avverte forte la voglia di tornare a sognare in grande. Eppure Lotito rimane anche quello che ha portato Klose a Roma.

PAROLE DI CONGEDO
Trentotto anni e non sentirli, alla Piola. Eppure le parole di Miro sanno d'addio anticipato alla Lazio: «Spero di avere la salute per giocare altri due anni. Intanto concluderò il mio quinto anno qui, sono orgoglioso di aver fatto parte della storia di questa città e di questa società». Zero gol in questo campionato, ma ancora una miriade di premi alla carriera. Klose vince quello Etica dello Sport all'università di Tor Vergata: «E' un onore essere un esempio per i giovani». Insomma Klose al passo d'addio ma il regalo più bello sarebbe quello di lasciare i colori biancocelesti con la vittoria dell'Europa League: «Non lo so. Abbiamo la qualità, ma dobbiamo farle vedere sul campo. Io sono contentissimo di aver scelto la Lazio e sono contento dei miei compagni, anche se ogni tanto non siamo una squadra».

BIGLIA VERSO IL REAL
Biglia in «Blanco», ci risiamo. Nuovi rumors da Madrid, ora anche Zizou è pazzo di Lucas. Secondo la stampa spagnola, il Real sarebbe pronto a sferrare un nuovo assalto al regista argentino a giugno. Piaceva ad Ancelotti, un po' meno a Benitez, adesso il nuovo allenatore Zidane avrebbe inserito il centrocampista biancoceleste in una lista di 10 nomi per il prossimo mercato galactico. La Lazio lo valuta 25 milioni, ma ha promesso a Biglia di cederlo in caso di nuove offerte. E il Real sarebbe pronto a inserire come contropartita anche Lucas Silva, centrocampista brasiliano classe '93, ora in prestito al Marsiglia. Domenica intanto Biglia ha salvato i compagni dal dischetto, poi anche lui si è rassegnato al pari “triste” di Torino. Si può dare, eccome, molto di più: «Io non ho detto questo». Interpretato male da qualcuno il suo labiale ripreso dalle telecamere, il giorno dopo Biglia si chiarisce: «I tifosi stavano chiedendo di andare verso la Curva per chiedere qualche maglia e parlare, ma non si può più andare. Ripeto, ai tifosi ho detto che non potevamo avvicinarci. Dispiace, perché c'è tanta gente che fa tanti chilometri per vedere la partita e avere qualche maglia, ma il regolamento ce lo vieta». Dal 26 maggio 2015, infatti, il consiglio della Figc ha deciso così. Nell'articolo 12 comma 7 e 8 si spiega che i giocatori non possono avere dialoghi con i tifosi, se non con gruppi riconosciuti dalla società, attraverso il responsabile del rapporto con i tifosi, ovvero lo Slo - nonché segretario generale - Armando Calveri. E' prevista un'ammenda di 20mila euro per le società che trasgrediscono.


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