Tor Sapienza, Solimina si fa sentire:
«Contro la Turris ci manca un rigore»

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Federico Feliciello
Claudio Solimina
Per la Pro Calcio Tor Sapienza continua il momento no. La vittoria manca dal 24 novembre (successo per 1-0 sul Latte Dolce), da quel momento la squadra di Claudio Solimina ha sempre disputato prestazioni dignitose ma di punti ne sono arrivati pochi, finendo per scivolare al penultimo posto. Nell’ultimo turno i gialloverdi hanno lottato a testa alta contro l’inarrestabile Turris, sempre di più al comando della classifica, ma non sono riusciti ad evitare la sconfitta, l’undicesima stagione La possibilità di pareggiare (anche meritatamente) per i gialloverdi ci sarebbe potuto essere ma al 92’ il sig. De Angeli di Milano ha deciso di non concedere un calcio di rigore, apparso evidente, su Ilari steso dall’intervento di un difensore campano in area finendo  per ammonire per simulazione il numero dieci locale. Episodio che ha lasciato tanta amarezza al tecnico Solimina: «L’arbitro avrebbe dovuto tirare fuori gli attributi e fischiare rigore al 90’ contro la prima della classe. È mancata la personalità al direttore di gara, perché sono convinto che a parti invertite non avrebbe avuto dubbi».

A Solimina rimane comunque soddisfazione per la prestazione che il Tor Sapienza ha offerto nei 90 minuti, nonostante le assenze di pedine fondamentali come Santori, Della Penna, Rocchi e De Angelis e ben 7 under schierati in campo dal primo minuto: «La mia squadra ha fatto una gara stratosferica sotto tutti i punti di vista. Dietro non abbiamo sbagliato nulla, in attacco ci siamo sacrificati tanto e in mezzo al campo abbiamo lavorato bene sulle seconde palle contro un avversario di grande caratura. Sono convinto che con questa mentalità i punti arriveranno».

Solimina non molla ed è convinto che il Tor Sapienza dei giovani abbia le carte in regola per salvarsi: «Devo fare i complimenti al presidente Armeni perché ho trovato dal mio arrivo una rosa formata da ragazzi importanti. Tanti giovani devono ancora crescere, soprattutto a livello di personalità e cattiveria, e a volte finiscono per perdersi. Poi è chiaro, quando ti vengono a mancare giocatori importanti di esperienza le cose si complicano ancora di più. Ma questa è una mia sfida, ho accettato la panchina del Tor Sapienza perché ritengo che la squadra abbia tutti i mezzi per mantenere la categoria. Sono fiducioso e ci proveremo fino all’ultimo».
 


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