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Roma, Tiago Pinto va oltre la coppa: Muriel è l'alternativa a Belotti

Pinto e Fonseca (foto Gino Mancini)
di Stefano Carina
4 Minuti di Lettura
Sabato 17 Aprile 2021, 07:30

 Il presente è la semifinale di Europa League e la rincorsa disperata al quarto posto in campionato. La Roma, però, è già proiettata nel futuro. Se con Fonseca o meno, potrebbe non dipendere soltanto dai risultati. Il club continua a negare di aver incontrato altri allenatori e ribadisce di non aver rinnovato il contratto perché in esso già esiste una clausola che lo prevede in caso di qualificazione alla prossima Champions. Un modo per prendere tempo. Una cosa però è chiara: i Friedkin non aspetteranno la finale di Danzica per decidere se Paulo merita o meno la conferma. Le parole dell’altra sera («Non so se sarò l’allenatore della Roma anche il prossimo anno») sono sembrate quelle di un tecnico che già conosce il suo destino. E probabilmente questo è lontano dalla Capitale. Sondaggi inevitabilmente ci sono stati. Alcuni fortuiti, come con il braccio destro di Ramadani, l’agente di Sarri, incrociato per parlare di calciatori. Altri che si sono spenti sul nascere. Conceiçao viene ritenuto troppo un accentratore, Amorim ha una clausola che prevede il prolungamento automatico con lo Sporting. 

TECNICO ITALIANO
Rimangono, oltre all’ex Juve, le piste italiane. Juric è un nome monitorato. Non l’unico (c’è pure De Zerbi) anche se gioca con la difesa a tre, reparto che a Trigoria intendono rinforzare con un difensore di spessore, mantenendo Smalling. Più della mediana (seguito Koopmeiners dell’Az) e del portiere, l’altro settore da migliorare è l’attacco. Vlahovic è un rimpianto: lo scorso anno la Fiorentina non ha accettato l’offerta giallorossa che ha poi ripiegato su Mayoral (confermato il prestito). Ora appare fuori budget. Belotti e Muriel sono due profili diversi ma entrambi apprezzati. Costano, è vero ma alcune vicende contrattuali potrebbero abbassarne il valore. Il granata ad esempio è in scadenza nel 2022 con il Torino che rischia la retrocessione. Il colombiano ha invece lo stesso agente di Dzeko (incontro prossima settimana), destinato a fine stagione ai saluti. Si cercherà un accordo senza strappi, anche perché lo stesso bosniaco potrebbe essere allettato da offerte estere volte ad allungargli la carriera. I calciatori non saranno cercati con l’algoritmo ma questo aiuterà a sondare mercati emergenti: tra questi Serbia, Usa, Austria, Olanda e Africa. Filosofia che non esclude il cosiddetto ‘colpo’ che tuttavia dovrà sposarsi con una razionalizzazione dei costi. A partire dall’ingaggio, non dimenticando che prima di acquistare bisognerà cedere con un occhio all’indice di liquidità e l’altro al fair play finanziario. Paradossalmente preoccupa più il primo (a gennaio era in attivo solo di 2,5 milioni) del secondo: per questo motivo si punterà a vendere i 5 calciatori in prestito (Under, Kluivert, Nzonzi, Florenzi e Olsen) che porteranno un risparmio di almeno 25 milioni d’ingaggi. Nei propositi della nuova Roma - rosa da 23 mantenendo i big, compresi 5 giovani del vivaio - la Champions viene ritenuto un requisito fondamentale per la valorizzazione del patrimonio tecnico. Che andrà arricchito: la volontà è quella di garantire al prossimo allenatore 2-3 giocatori che possano alzare la qualità della squadra. Non si punterà molto sugli svincolati (anche se il rinnovo di Mkhitaryan è una priorità) e l’investimento preferibilmente avverrà per elementi sino ai 28 anni. In tal senso ci sono stati contatti con diversi agenti tra cui Totti. Il rientro di Francesco, impegnato in un’altra avventura professionale, al momento non è previsto. Qualche nuovo arrivo comunque ci sarà: Alberto De Rossi saluterà, De Sanctis punta alla conferma. Per lo scouting si era fatto il nome di Pedro Pereira ma non intende lasciare il Benfica.

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