Superlega, come cambia la serie A (e cosa rischiano Juve, Inter e Milan)? Domande e risposte

Superlega, come cambia la serie A (e cosa rischiano Juve, Inter e Milan)? Domande e risposte
di Emiliano Bernardini e Salvatore Riggio
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Lunedì 19 Aprile 2021, 10:50 - Ultimo aggiornamento: 20:59

È uno scontro senza precedenti. È un cambiamento che rischia di cancellare e rivoluzionare la storia del calcio, come lo conosciamo tutti. È lo scisma sportivo più incredibile che si sia mai visto. Avviene tutto a poche ore dal lancio dell’Uefa del nuovo format della Champions con l’allargamento a 36 squadre, inserite in unico girone. A partire dal 2024. Che non piace ai top club e spingono per la Superlega?

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In sostanza, cosa cambia adesso con questo nuovo progetto? Le 12 che hanno aderito – tra queste tre italiane, Juventus, Inter e Milan – hanno deciso di andare muro contro muro in un duello con Fifa e Uefa. Le minacce dell’organismo mondiale e continentale sono note: chi partecipa alla Superlega, non potrà partecipare alle tre competizioni europee. Non solo. I giocatori delle squadre coinvolte in questo nuovo torneo, non potranno indossare nemmeno la maglia della propria Nazionale. Basta leggere queste righe per intuire quanto sia ostica la situazione. Per tutti. Lo è per la Fifa e l’Uefa, che vogliono salvaguardare il criterio della meritocrazia (non esisterebbero favole come Leicester o Atalanta, giusto per fare gli esempi degli ultimissimi anni), lo è le Federazioni nazionali e le rispettive Leghe. Concentrandoci sull’Italia, la domanda è una sola: Juventus, Inter e Milan giocheranno in serie A? Al momento (ma c’è un assemblea oggi pomeriggio alle 17.30 per discutere di tutti i temi possibili che riguardano questo argomento scottante), nulla è stato deciso a riguardo. Anzi, i tre club italiani coinvolti non hanno nessuna intenzione di non giocare il campionato.

Anche se adesso le medio-piccole ne chiederanno l'estromissione. Da vedere, però, se le massime istituzioni calcistiche saranno d’accordo su questo o vieteranno loro la partecipazione o se daranno libero arbitrio alle rispettive Leghe. Un’altra questione è un po’ più pratica: in queste partite chi arbitrerà? I direttori di gara, infatti, lavorano per la Fifa e le federazione continentali (per l’Europa c’è l’Uefa appunto). Non potranno dirigere un match di Superlega. Quindi, il cammino è ancora lungo. La strada è tortuosa. Lo scontro sarà senza esclusioni di colpi. Ma i 12 club che hanno aderito a tutto questo non vogliono fare nessun passo indietro. Vogliono la Superlega (un po’ come se giocassero nel proprio giardino di casa con le loro regole), ma anche il rispetto dei campionati nazionali. Da vedere se ai piani alti del calcio questo binomio potrà esistere.

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