Salvatore Sullo, la storia di un tecnico
diventata favola: ha sconfitto il cancro

Mercoledì 14 Ottobre 2015 di Luca Pasquaretta
Salvatore Sullo, per tutti Sasà, come ha ricordato davanti agli studenti dell’Istituto Alessandro Volta di Alessandria, di mestiere fa l’allenatore. E’ il secondo di Giampiero Ventura al Toro. Stamane Sasà è salito in cattedra, ha deciso di raccogliere l’invito del dirigente scolastico, Mari Elena Dealessi, e di raccontare la sua storia.
Una storia, diventata una favola, perché Sasà quando giocava a calcio, ai tempi del Messina, nel 2004, improvvisamente è stato colpito da un cancro, da un linfoma con hodgkin B diffuso a grandi cellule.

Ha lottato, è stato operato al San Matteo di Pavia, è stato sottoposto a diverse sedute di chemioterapia, ma alla fine l’ha sconfitto, è tornato a calpestare l’erba del campo, a sorridere, a continuare a fare quella passione diventata poi un lavoro. Con quella faccia un po’ così, con la spensieratezza e l’ironia che lo contraddistingue ha voluto portare la sua testimonianza davanti agli studenti, «convocati» per la conferenza sui danni provocati dal fumo attivo e passivo, organizzata appunto dall’Istituto Alessandro Volta di Alessandria.

Sono intervenuti il dirigente scolastico Maria Elena Dealessi, il sindaco di Alessandria e presidente della Provincia, Rita Rossa. Il dottor Polla, medico sportivo dell’Alessandria Calcio, il dottor Rabagliati, in rappresentanza dell’Asl di Alessandria. I ragazzi però non avevano occhi che per Sasà. Sono rimasti colpiti, folgorati dalla sua storia, illustrata attraverso immagini, citazioni (Paulo Coelho, Dalai Lama), video (Fabio Grosso che calcia il rigore a Berlino, il duello fra Valentino Rossi e Stoner a Laguna Seca nel 2008, l’ultimo tiro di Michael Jordan contro l’Utah Jazz).

Il suo intervento ruotava intorno al concetto di «Problema o opportunità», un excursus che ha toccato le varie tappe della sua carriera e della sua vita privata. Sentito e commosso alla fine l’applauso degli studenti per Sasà, per quel giocatore di provincia costretto ad affrontare un avversario inaspettato, quasi imbattibile. Quasi. Alla fine è stata la sua vittoria più grande, forse quella più bella. Ultimo aggiornamento: 13:54