Verso Lazio-Udinese, il doppio ex Fiore: «Mi aspetto voglia di riscatto da entrambe le squadre, Sarri è il migliore in circolazione»

Verso Lazio-Udinese, il doppio ex Fiore: «Mi aspetto voglia di riscatto da entrambe le squadre, ma dopo Napoli immagino la cattiveria dei biancocelesti»
di Valerio Marcangeli
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Dicembre 2021, 15:24

Dopo il crollo di Napoli la Lazio cercherà di ripartire. L’occasione arriverà già domani, in casa contro l’Udinese di Gotti in carenza di risultati. L’obiettivo dei biancocelesti sarà quello di tornare alla vittoria dopo due ko consecutivi. Che gara si prospetta all’Olimpico? A darci un’idea è stato un doppio ex di lusso come Stefano Fiore.

Si avvicina Lazio-Udinese, che è anche la tua gara…
“Sicuramente per me non è una partita come le altre. Ho vissuto tanti momenti belli tra Udine e Roma. Sono due tra le squadre più importanti della mia carriera. All’Udinese sono sbocciato. Lì ho fatto i miei primi campionati da protagonista in Serie A e ho raggiunto la Nazionale. Si tratta di una società che ricordo sempre molto volentieri. Poi ovviamente c’è la Lazio che è stata la squadra senza dubbio più importante del mio percorso. Nella capitale ho fatto le cose migliori, ho vinto una Coppa Italia ed è un ambiente al quale resto tuttora molto legato”.

Che partita ti aspetti?
“Mi aspetto una reazione da parte della Lazio dopo la brutta sconfitta di Napoli. Considerando anche la differenza tecnica tra le due squadre mi immagino i biancocelesti subito cattivi, con gran voglia di riscatto e di arrivare ai tre punti. Dal canto suo l’Udinese non sta passando un momento felice. Tecnicamente non sono eccelsi, anche se sono molto strutturati. Anche in fase difensiva non stanno dimostrando la solidità della scorsa stagione. Sulla carta non ci dovrebbe essere partita. La Lazio avrà il pallino del gioco mentre i bianconeri si copriranno per poi ripartire”.

Una prima impressione sulla nuova Lazio di Sarri?
“Tanto si è fatto, ma tanto c’è da fare direi. È chiaro che rispetto alla gestione precedente sono cambiate tantissime cose. Non solo l’allenatore, ma proprio la filosofia di gioco così come il modo di stare in campo e approcciare le partite. Ci vuole un po’ di tempo per ottenere la continuità. La Lazio sta ancora sulle montagne russe. Passa da momenti positivi a grandi picchiate. È ancora alla ricerca dell’equilibrio che si è visto solo in alcune gare. Tutte le sconfitte rimediate sono state pesanti e questo deve essere un campanello d’allarme importante sul quale Sarri deve lavorare”.

Cosa manca alla rosa biancoceleste per essere più competitiva?
“Tutto è migliorabile. La Lazio da metà campo in su ha una rosa che può consentire di variare molto, salvo un vice Immobile. Quello manca tantissimo. Quando non c’è Ciro la Lazio ha sempre problemi. Oltre al terzino a parer mio la difesa non è ancora ‘sarriana’. Servirebbe un centrale di qualità che dia garanzie in assenza di Acerbi o Ramos, però Sarri saprà meglio di me cosa servirà a questa squadra già da gennaio”.

Secondo te la Lazio può puntare alla Champions?
“Per me se dovesse arrivare in Champions League sarebbe un risultato clamoroso. Ritengo quantomeno le attuali prime quattro superiori non solo come organico, ma anche come progetto. Nonostante Napoli ed Inter hanno cambiato comunque hanno dato continuità a quanto fatto rispettivamente con Gattuso e Conte. La Lazio invece ha modificato profondamente la propria filosofia e ci vorrà un po’ più di tempo per ottenere risultati importanti. Credo che i biancocelesti possano giocarsi al massimo il quinto posto”.

Giusto puntare tutto su Sarri?
“Sì. È tra i più bravi e preparati nel nostro panorama allenatori. Sarà anche un tecnico di rottura anziché un gestore, ma se gli si affida un progetto tecnico bisogna seguirlo in lungo e in largo”.

Che cosa significa avere in squadra attaccanti come Immobile?
“Ciro è una garanzia. Ci sta abituando ad un rendimento straordinario, sia da un punto di vista realizzativo che delle prestazioni. È formidabile, e si vede soprattutto quando non c’è. La Lazio non può fare a meno di lui. È sempre meglio averlo, anche perché è diventato un punto di riferimento e un simbolo fuori e dentro al campo. Ha battuto ogni record”.

Eppure c’è ancora chi lo critica per le prestazioni con la Nazionale…
“Purtroppo nel calcio non si è mai contenti. Durante l’Europeo in alcune occasioni non avrà fornito prestazioni di altissimo livello, ma è altrettanto vero che lo abbiamo visto quanto si sia sentita la sua mancanza nelle qualificazioni. Sicuramente è sbagliato considerarlo alla stregua di Lewandowski o Haaland, ma è un giocatore che in questo momento non ha eguali in Italia. Credo che Mancini questo lo sappia bene e farà di tutto per far sì che a marzo Ciro arrivi nella miglior condizione possibile”.

Italia, per il pass mondiale si fa durissima: c'è l'ostacolo CR7

Fiore: «Mi auguro che l'Italia arrivi ai Mondiali»

A proposito di Italia…Ci andiamo al Mondiale?
“La risposta non è semplicissima (ride, ndr). Il mio è più un auspicio. Mi auguro ovviamente di sì. Sicuramente il percorso non sarà semplice e mi riferisco soprattutto dal punto di vista mentale. Prima dell’Europeo attorno alla Nazionale si era creato un clima speciale che ci ha consentito di fare le prestazioni che abbiamo visto. La magia si è un po’ dispersa nei mesi successivi. La squadra ha sentito maggiormente la responsabilità delle partite, mentre prima era leggera e senza pressioni come spesso accade alle outsider. Con Macedonia del Nord e probabilmente Portogallo ci sarà bisogno di questa leggerezza, altrimenti sarà dura. Dobbiamo tornare a pensare di non essere fenomeni nonostante abbiamo vinto l’Europeo con merito, facendo anche un calcio propositivo. Potrebbe essere questa la chiave”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA