Stadi al 50%, caos biglietti. A rischio la Supercoppa e nodo Roma-Juve

La capienza ridotta degli impianti blocca le vendite: la finale del 12 gennaio verso il rinvio

Stadi al 50%, caos biglietti. A rischio la Supercoppa
di Salvatore Riggio
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Venerdì 31 Dicembre 2021, 00:34 - Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio, 12:45

Il Covid torna a far paura e minaccia di sconvolgere il calendario del calcio italiano. A farne le spese potrebbe essere la Supercoppa. Nei prossimi giorni potrebbe essere rinviata la finale tra Inter e Juventus, in programma il 12 gennaio a San Siro. Questa mattina (o comunque nelle prossime ore) le due società dovrebbero fare richiesta alla Lega di Serie A, che convocherà un consiglio e dovrebbe ratificare il rinvio, visti l’aumento dei contagi (ieri 126.888 casi) e le limitazioni degli spettatori – dal 75% al 50% – volute dal governo per contrastare la variante Omicron.

«La Lega Serie A conferma che la finale di Supercoppa Frecciarossa resta in programma al 12 gennaio, salvo diverse decisioni che dovesse assumere il Consiglio», scrive in serata la Lega in una nota. Nella giornata di ieri i dirigenti dei nerazzurri e dei bianconeri hanno valutato insieme questa possibilità. La decisione sarebbe legata anche al ruolo degli sponsor e al riposizionamento dei posti per i biglietti già venduti. Resta la difficoltà di trovare una nuova data. Tra l’altro le due finaliste saranno impegnate negli ottavi di Champions in settimane diverse (i nerazzurri contro il Liverpool il 16 febbraio e l’8 marzo; i bianconeri contro il Villarreal il 22 febbraio e il 16 marzo).

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Quindi non se ne riparlerebbe almeno fino a primavera. La soluzione più semplice, sempre in linea teorica, potrebbe essere quella dello spostamento della Supercoppa al termine del campionato. Il possibile rinvio conferma quanto sia preoccupante la situazione. Se i contagi continueranno a salire, non è da escludere che il governo possa inasprire il provvedimento, chiudendo gli stadi. Intanto ieri sette società di serie A hanno sospeso la vendita dei biglietti per le gare casalinghe di gennaio (la nuova restrizione costringerà molte squadre a rimborsare una parte dei tagliandi venduti). Si tratta di Atalanta, Bologna, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Roma. Di queste, i giallorossi hanno dovuto rivedere i propri piani, annunciando lo stop per le partite contro Juventus (9 gennaio), Cagliari (16 gennaio) e Lecce (20 gennaio).

In particolare, per il match con i bianconeri, la Roma aveva già venduto 42 mila biglietti. Ma con l’Olimpico al 50% la capienza si riduce a circa 30 mila posti totali creando un’eccedenza di 12 mila tagliandi già staccati. Anche perché le decisioni del governo avranno effetto immediato dalla pubblicazione del decreto e saranno valide già dal 6 gennaio. Così da evitare che a Milan-Roma, nel giorno dell’Epifania, ci possano essere oltre 50 mila tifosi. Troppi in un momento delicato come questo.

Il basket

Il Covid non colpisce soltanto il calcio, ma anche il basket. Dopo aver disposto il rinvio di tre partite (Sassari-Trento, Varese-Venezia e Tortona-Cremona) a causa delle tante positività riscontrate nei club, infatti, la Lega ha deciso di rinviare ad altra data l’intera 14esima giornata in programma domenica 2 gennaio. Saltano, quindi, anche Pesaro-Milano, Napoli-Fortitudo, Virtus Bologna-Treviso, Brescia-Brindisi e Trieste-Reggio Emilia. Cambia pure il calendario di serie A2. L’ultima giornata del girone di andata, in programma domenica 2 gennaio, è stata rinviata al 16 gennaio 2022.

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