Spinazzola, l'amico Cristante a terra con lui e il dramma: rischia 6 mesi di stop

Spinazzola, l'amico Cristante a terra con lui e il dramma: rischia 6 mesi di stop
di Alessandro Angeloni
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Sabato 3 Luglio 2021, 07:29 - Ultimo aggiornamento: 15:40

Il dramma è fatto, tanto per non farci mancare niente. Proprio lui, il migliore fin qui, o uno dei migliori di tutti, non solo dell’Italia. Cade a terra. Spina si ferma e smette di sorridere. Così. Piange, si è accorto subito della gravità. «Mi sono rotto il tendine», lo ha detto in quei secondi a Cristante, il suo amico e compagno di squadra anche nella Roma. Lui a terra, il petto pulsava di singhiozzi. Quel mi sono rotto il tendine lo ha ripetuto al suo procuratore a fine partita, lo ha urlato alla moglie, piangendo.

Spinazzola come Zaniolo

Perché Spinazzola, di infortuni, ora ne ha abbastanza, la serie è lunga e comincia ad essere pericolosa: non è un vecchio a fine carriera ma nemmeno un ragazzino. Ma questo di Monaco è brutto. La Nazione dà e toglie, prima Zaniolo e ora Spinazzola. Sei mesi di stop.


RICOMINCIAMO
Tutto lascia pensare che si sia rotto il tendine di Achille, anche se oggi se ne saprà di più, perché Leo verrò subito trasferito a Roma, visitato ed eventualmente operato subito. La carriera si interrompe, sul più bello, Leo scende da quel treno della felicità: lui il più veloce dell’Europeo, lui sempre i migliore in campo. Lui, sempre sorridente. Stavolta piange. Mente l’Italia va avanti e va avanti per lui, fino alla semifinale e fino, magari, alla finale. Tutti gli regalano una parola di conforto, sincera. Ma serve a poco.

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Spinazzola è distrutto, non smette di piangere. «La situazione sembra grave, anche se fino alla fine speriamo di no. Mi ha colpito vederlo in lacrime e la dinamica dell’incidente non è stata bellissima. E’ uno dei migliori giocatori dell’Europeo, ci dispiace tantissimo. Lo sarà anche se non potrà giocare le prossime partite. Dispiace, e tanto. Gli mandiamo un bacio grande», le parole del ct Mancini.

Anche Insigne gli va dietro, perché per lui spina è il suo compagno di fascia, con cui parlare la stessa lingua. «Cercheremo di andare fino in fondo anche per lui, che è stato importantissimo per noi. Se lo merita. Il premio partita lo avrebbe vinto Leonardo anche stavolta se non fosse uscito. Speriamo di potergli dedicare altre vittorie come questa. Se lo merita, è un bravo calciatore e un bravo ragazzo». 

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LA MALEDIZIONE
La freccia di Spina mancherà anche alla Roma. Leo si rompe il giorno dell’arrivo di Mourinho, che lo stava osservando con gli occhi giusti, quelli di uno che aveva capito di avere un terzino coi fiocchi. Anche se il procuratore di Spina pochi giorni fa aveva paventato una possibile sua partenza da Roma, con la battuta «chissà se Spinazzola sarà allenato da Mou». Ecco, ora non lo allena sicuro. E per un bel po’. E la Roma dovrà anche cercare un altro esterno basso, perché Calafiori non basta. In Spagna e in Premier gli avevano messo gli occhi addosso, ma ora dovrà ricominciare, dal’ennesimo infortunio. Il più brutto della sua carriera insieme con il crociato rotto ai tempi della Juve. Poi, tante noie muscolari. Che mai lo hanno costretto alle lacrime come questa volta. 

 

IL COMUNICATO - All’ora di pranzo di oggi 3 luglio, Spinazzola, accompagnato dal Prof. andrea Ferretti, lascerà il ritiro della Nazionale per svolgere a Roma gli accertamenti necessari dopo l’infortunio di ieri. In caso di conferma della diagnosi, il calciatore rientrerà direttamente a disposizione del club.

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