Sky ricorre all'Antitrust: «Illegittimo l'accordo di esclusiva di Tim con Dazn sulla serie A»

Sky ricorre all'Antitrust contro Dazn: «Illegittimo l'accordo di esclusiva con Tim sulla serie A»
di Salvatore Riggio
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Martedì 22 Giugno 2021, 13:26 - Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 14:30


Dopo la calma apparente, la guerra sui diritti tv del triennio 2021-2024 riparte. Perché adesso è ufficiale: Sky ricorre all’Antitrust contro l’accordo tra Dazn e Tim sui diritti televisivi della serie A del prossimo triennio. È stata la stessa emittente di Santa Giulia ad annunciare questo passo per «essere sicura che milioni di consumatori e appassionati di calcio possano continuare a sottoscrivere la serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono – satellite, Dtt o Ott – esattamente come oggi».

Secondo Sky, Tim «ha stipulato un accordo illegittimo di esclusiva con Dazn. Questo accordo preclude all’Ott la possibilità di distribuire il campionato attraverso altri operatori favorendo così Tim e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga». Per questo Sky «invita l’Antitrust ad agire con urgenza per garantire che il campionato possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono la concorrenza e la libera scelta».

I precedenti

Questo passo è soltanto l’ennesimo di una diatriba lunga mesi. Iniziata con l’acquisto, da parte di Dazn, del pacchetto 1 e del pacchetto 3 (10 gare, delle quali sette in esclusiva e tre in coesclusiva) per 840 milioni di euro. Da parte sua, Sky era stata sconfitta perché sul piatto aveva messo 750 milioni di euro. Per molti club di Serie A, tra l’altro, aveva sottovalutato (pagando a caro prezzo questa scelta) il valore del campionato. Tanto che da Santa Giulia avevano valutato di fare ricorso.

Da quanto era emerso, la motivazione del ricorso era legata a quanto accaduto all’assemblea del 23 marzo, dove il consulente tecnico nominato da via Rosellini – per valutare i rischi e le difficoltà di connessione su internet – si era riferito continuamente, anche per iscritto, all’offerta Dazn come «la proposta Dazn – Tim». Questo dettaglio rendeva chiaro che, anche per la Lega, l’offerta era oramai un’offerta congiunta Tim-Dazn e quindi diversa da quella che era stata presentata in sede di partecipazione al bando e comunque condizionata al supporto tecnologico e finanziario di Tim. Ricorso d’urgenza depositato prima al Tribunale di Milano, poi ritirato con l’assegnazione proprio a Sky del pacchetto 2 (tre gare in coesclusiva) per 87,5 milioni di euro all’anno. Fino all’ultima puntata: l’Antitrust.

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La replica di Tim

Arriva subito però la risposta della compagnia telefonica di via Gaetano Negri, che in un comunicato stampa dichiara: «TIM resta stupita dalle preoccupazioni di SKY sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato più volte che SKY è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80% - e poi continua - La diffusione di tutto il campionato di calcio in streaming rappresenta un elemento importante per la digitalizzazione del Paese, accelerando un processo di cui beneficeranno non soltanto i cittadini ma anche l’intera struttura industriale del paese. Continuare a difendere la rendita di posizione del satellitare pay avrebbe - questo sì – l’effetto di danneggiare i consumatori e ritardare l’accelerazione della transizione verso il digitale e le reti di telecomunicazioni ad alta velocità».

Da qui la controrisposta Sky, che fa sapere: «Sky prende atto che Tim ha confermato la sua intenzione di restringere la scelta dei consumatori a una sola piattaforma. Per 18 anni Sky ha portato più scelta e qualità ai consumatori italiani. Sky ha reso i suoi contenuti disponibili su tutte le piattaforme, inclusa quella di Tim. Sky sostiene il diritto dei consumatori di scegliere dove e su quale piattaforma vedere la Serie A». Insomma, un botta e risposta che di sicuro finirà su altri tavoli, e non solo sui giornali.

La posizioni degli altri competitor

Sulla questione hanno preso posizione anche Wind Tre («Tutti gli appassionati di questo sport abbiano il diritto di scegliere la modalità di fruizione delle partite a loro più gradita») e Open Fiber che auspica «venga garantita a chiunque la possibilità di poter vedere il campionato di calcio italiano utilizzando la piattaforma del proprio operatore di riferimento e che non vi sia al riguardo nessuna limitazione». Da ricordare che già due settimane fa Vodafone aveva fatto ricorso contro Dazn. Tutto nasce dall’accordo di riservatezza del colosso inglese con Tim. Perché l’ad Luigi Gubitosi aveva confermato come Tim fosse l’unica Telco che potesse distribuire gli abbonamenti».

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