Sibilia si dimette da presidente della Lnd: fine della "guerra" con Gravina. La lunga lettera dell'ex numero uno

Sibilia si dimette da presidente della Lnd: fine della "guerra" con Gravina
di Roberto Avantaggiato
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Martedì 26 Ottobre 2021, 16:14 - Ultimo aggiornamento: 19:33

Cosimo Sibilia non è più il presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Con un comunicato scarno sul sito ufficiale della Lnd sono state annunciate le sue dimissioni, che arrivano a meno di 48 ore dalla riunione del direttivo che avrebbe dovuto approvare il bilancio della Lega. Proprio il rischio (elevato) che il documento non passasse al vaglio, con conseguente atto di sfiducia nei confronti del presidente, ha spinto Sibilia ad anticipare i tempi, presentando le sue dimissioni. La reggenza della Lnd fino alle nuove elezioni (180 i giorni di tempo per convocare l'assemblea) passa nelle mani del vice vicariò, Ettore Pellizzari, che in pratica avrà poteri da commissario straordinario, in quanto con le dimissioni del presidente è decaduto anche l'intero consiglio direttivo della Lnd.

Le dimissioni di Sibilia pongono fine anche alla lunga querelle che da più di un anno esisteva tra lo stesso Sibilia e l'attuale presidente della FIGC Gravina. Querelle nata in sede elettorale per presunte "promesse" di staffetta alla guida della Federazione non rispettate.

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Sibilia si dimette, la lunga lettera dell'ex presidente della Lnd 

Sibilia, nel salutare la Lega, ha voluto scrivere una lettera di commiato: «Care amiche ed amici dirigenti delle società, tesserati tutti, ritengo doveroso rivolgermi direttamente a voi che costituite il grande mondo del calcio dilettantistico e giovanile del nostro Paese. Che, sia detto senza tema di smentite, non "rappresentate" ma "siete" la Lega Nazionale Dilettanti», ha iniziato Sibilia.

«Ho deciso di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di presidente della L.N.D. con effetto immediato - ha continuato il presidente dimissionario -. Voi tutti, nel gennaio del 2017, mi avete dato la grande gioia e l'onore di essere eletto, grazie al voto della totalità dei delegati assembleari, all'unanimità degli aventi diritto al voto. In quel momento la Lega Nazionale Dilettanti attraversava un momento di grande difficoltà, sia per il decremento delle Società e dei tesserati, sia per la situazione economica. Nel quadriennio che è seguito, grazie ad una oculata gestione e, soprattutto, ad iniziative che hanno favorito lo sviluppo dell'attività sul territorio, siamo riusciti ad invertire la tendenza negativa, fermando l'emorragia di Società e tesserati ed a mettere la Lega Nazionale Dilettanti in una situazione di grande tranquillità dal punto di vista economico e finanziario».

Ha poi proseguito ripercorrendo il recente passato, anche la candidatura a presidente della Federcalcio: «Nel gennaio di questo anno, inoltre, con il voto di quasi l'87% dei delegati collettivi, avete inteso non solo rinnovarmi la vostra fiducia ma avete chiesto che, nell'interesse della stessa Lega, presentassi la mia candidatura a presidente della FIGC. Con spirito di servizio, pur risultando chiaro che gli impegni precedentemente assunti non sarebbero stati rispettati e che, di conseguenza, si sarebbero formate maggioranze diverse, ho coerentemente presentato, nel rispetto del mandato ricevuto, la mia candidatura. E di ciò ne vado fiero, perché non bisogna pensare alle cariche che si ricoprono come momento di glorificazione personale ma come "servizio" per gli altri. Ho dunque ritenuto giusto, corretto e coerente, pur nella consapevolezza di un risultato negativo, rispettare l'impegno che conseguiva al mandato ricevuto dai delegati collettivi della Lega Nazionale Dilettanti. E per questo potrò sempre camminare a testa alta, guardando negli occhi e stringendo la mano ad ognuno di voi».

Il risultato non è stato quello atteso e già allora Sibilia pensava alle dimissioni, scrive ancora nella lunga lettera di commiato: «All'esito di quel risultato, tuttavia, soprattutto perché nell'ambito della stessa Lega Dilettanti si sono posti in essere, da parte di taluni, comportamenti che, complice il segreto dell'urna, sono andati in contrasto con il formale mandato che mi era stato conferito, avrei voluto rassegnare le mie dimissioni». 

Qualcosa è cambiato: «Ancora una volta, però, ha doverosamente - almeno nella mia visione della vita e dei rapporti con le persone, come del resto sta a testimoniare il mio percorso non solo sportivo - prevalso lo spirito di servizio, la voglia di accompagnare la Lega Nazionale Dilettanti e l'intero movimento calcistico nel momento più difficile che la storia, purtroppo non solo sportiva, del nostro Paese ha conosciuto dal dopoguerra - ha spiegato Sibilia -. Lasciare l'incarico nel pieno dell'emergenza pandemica, quando i campionati e l'attività di rilievo nazionale, tra le mille difficoltà che Voi tutti avete vissuto, doveva essere portata a termine, sarebbe sembrata, almeno ai miei occhi, come una vera e propria diserzione. Ho dunque atteso la conclusione della stagione sportiva, l'inizio di questa nuova con l'avvio dei campionati, per potermi ritenere finalmente libero di comunicare il mio pensiero».

E qui la decisione: «Rassegno le mie irrevocabili dimissioni alla vigilia di un appuntamento che per certi versi dovrebbe apparire un atto "formale" ma che, tuttavia, forzatamente, per volontà di terzi, potrebbe avere una rilevanza diversa. Era infatti indetta, per dopodomani, 28 ottobre prossimo, una riunione del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti nell'ambito del quale si doveva procedere all'approvazione del bilancio consuntivo relativo alla stagione sportiva 2020/2021». «Un bilancio che, come ho potuto evidenziare nella Relazione illustrativa, può, senza tema di·smentite, definirsi "straordinario" perché tale è stato l'ultimo anno che abbiamo vissuto. Un bilancio, tuttavia, che nonostante le grandissime difficoltà economiche derivanti dalla mancata attività a livello territoriale, si chiude con una perdita di gran lunga inferiore a quella preventivata ed interamente assorbita grazie ai risparmi realizzati negli anni precedenti. Perdita che, nel documento programmatico, era stata approvata all'unanimità dal Consiglio Direttivo, Organo deliberante che, coerentemente con il voto precedente, dovrebbe non solo approvare il consuntivo ma esprimere apprezzamento per essere stato ridotto, rispetto alla previsione, il deficit di oltre 700mila Euro. Questo, come appare ovvio, sarebbe dovuto accadere se tutti avessero avuto comportamenti coerenti, lineari, esprimendo valutazioni "nel merito" e scevre da posizioni pretestuose ed eterodirette».

La stoccata, infine: «Come è stato anticipato da alcuni organi di informazione che mostrano di godere del privilegio di "fonti" dirette, sembra che - su esplicita richiesta di terzi, poco inclini evidentemente alle dinamiche democratiche che prevedono anche il dissenso e non solo l'adulazione - contrariamente alla coerenza, all'interesse complessivo della Lega Nazionale Dilettanti e del movimento calcistico, una buona parte del Consiglio Direttivo non avrebbe voluto approvare il Bilancio. La sola ipotesi che una simile vergogna potesse accadere mi impone, ancora una volta privilegiando l'interesse della Lega Nazionale Dilettanti rispetto a quello personale, di farmi da parte, così favorendo le condizioni perché un "atto dovuto" non venga barattato con il mercato delle aspirazioni carrieriste».

«Quanto a me - ha concluso -, credo che il rassegnare le dimissioni costituisca la giusta conclusione di un percorso che mi ha visto privilegiare sempre dignità, correttezza, responsabilità e soprattutto onestà. Rifugiandomi nelle parole di un grande scrittore come Gabriel Garcia Marquez convintamente, perciò, faccio mia la frase "Non piangere perché è finito, sorridi perché è successo". A tutti Voi gli auguri delle migliori fortune sportive e nella vita».

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