Serie B. il Pescara vince in rimonta contro il Perugia: 2-1. Venerdì il ritorno al Curi

Lunedì 10 Agosto 2020 di Vanni Zagnoli
Galano
Bravo il Pescara a rovesciare, allo stadio Adriatico, l’andata del playout in serie B. Per un’ora è inferiore al Perugia, basta poco per rovesciare il match, dallo 0-1 al 2-1 e anzi avrebbe meritato anche il terzo gol. Nel ritorno di venerdì al Curi, sempre dalle 21, su Dazn, dovrà comunque pareggiare: le squadre sono finite a pari punti, nel caso di successo del Perugia con un gol di scarto ci saranno i supplementari ed eventualmente i rigori.

Il primo tempo è di attesa, un po’ come Frosinone-Pordenone, con leggera prevalenza per la squadra di Oddo, che concretizza puntualmente.
La prima occasione è perugina, palla fuori per Masciangelo, gran destro al volo, deviato da Kouan, fuori di pochissimo. Falzerano spreca un contropiede tre contro uno, sempre per i biancorossi. La replica è di Pucciarelli, protegge palla in area e si gira, il destro sfila oltre il palo. Il gol è opera di Falzerano, il cross da destra scavalca Zappa, così è facile la deviazione sottoporta di Kouan.
L’arbitro Marinelli nega un rigore al Pescara, neanche il Var lo corregge, l’intervento di Gyomber con un braccio è scomposto, leggermente largo: in stagione molti tocchi meno evidenti sono stati puniti nel calcio italiano e anche in Europa.

Galano e Memushaj incidono poco, il ritmo dei biancazzurri non sale, la difesa a tre del Perugia regge senza problemi. Pucciarelli azzecca un bel movimento, da sinistra, fuori, è il lampo che accende il Pescara. Il pari arriva al 12’, cross da sinistra, dal fondo, di Masciangelo, Galano incrocia di testa. Memushaj centra dalla sinistra, Maniero impegna Vicario. Da corner, Campagnaro schiaccia di testa, Vicario è reattivo. Poi Falcinelli tocca in area con la mano, è fuori equilibrio, neanche il Var evidenzia spinte, dal dischetto segna Maniero. Galano da fuori esalta la reattività di Vicario.

Resta in panchina Iemmello, 19 reti, vicecapocannoniere del Perugia, entrato in rotta con entrambi i tecnici che si sono alternati sulla panchina biancorossa. Nel recupero durante un’azione del Perugia arriva un pallone della panchina di casa, Marinelli fa bene a espellere il team manager di casa. E’ un gesto antisportivo, avvenne anche in Frosinone-Palermo, nel ritorno della finale playoff, e per quello Zamparini voleva far rigiocare la partita. I minuti supplementari diventano 10 e mezzo, dopo la testata subita da Rosi, in contrasto aereo con Borrelli. Il capitano biancorosso urla di rabbia, Andrea Sottil quasi è in lacrime, per la tensione. 

E’ stato tecnico eccellente, in serie C, soprattutto a Siracusa, Livorno e Catania, a Pescara finalmente incide secondo il suo potenziale. Con Zauri gli abruzzesi costruivano poco, con Legrottaglie avevano problemi difensivi, adesso sono un ibrido, che però potrebbe bastare per salvarsi.

Il presidente Santopadre aveva iniziato con Oddo, ha richiamato Cosmi dopo una ventina d’anni dai suoi primi miracoli e la cose sono peggiorate, con Massimo Oddo non è riuscito a evitare i playout. Cercava un allenatore solo per gli spareggi, anche Novellino ha rifiutato il contratto per sole due partite. A Pescara Oddo firmò una finale playoff, l’anno successivo la promozione, poi venne esonerato in serie A. Questa sfida evidenzia anche la differenza di partenza, in panchina, fra il campione del mondo Oddo, che parte dagli allievi del Genoa e dalla Primavera del Pescara, arrivando alla prima squadra, in B, dopo appena due stagioni di apprendistato, e un difensore di buon livello come Sottil, che ha la chance in cadetteria dopo 8 annate di risultati. 

E’ stata una sfida tesa, con un tempo a testa. Fra i più tosti Hugo Armando Campagnaro, 40 anni, assente dall’8 marzo: «Mancavano tanti giocatori - racconta - e allora sono stato richiamato io. Ero stato assente per scelta tecnica e anche per infortuni. Quando si va in campo bisogna dare tutto. Sono stati 10 giorni duri, quando abbiamo saputo che avremmo disputato il playout (il Trapani ha perso il ricorso per i due punti levati a tavolino, ndr) è stata come una vittoria. Speravamo nei playoff, a volte non bisogna fare pronostici, occorre lottare con quanto abbiamo. Venerdì, se gioco cercherò di divertirmi, sarà la mia ultima battaglia, poi mi ritirerò».
Dopo 22 stagioni da professionista, una partita disputata al mondiale del 2014, Argentina-Bosnia, e la coppa Italia vinta con il Napoli, nel 2012.









 
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