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Da Spalletti ad Allegri e Mou: la serie A è da panchina d’oro

Da Spalletti ad Allegri e Mou: la serie A è da panchina d’oro
di Alessandro Angeloni
3 Minuti di Lettura
Lunedì 31 Maggio 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 1 Giugno, 10:06

Il colpo ora è l’allenatore. Che se ne va (Conte): e un colpo all’Inter sarà preso il giorno dell’addio, ma poi ha rimediato con Inzaghi. O che arriva: Mourinho, il colpo qui lo ha fatto la Roma, che ha tappato un buco grosso con un eccellente. Sempre sulla carta, almeno. Il campionato italiano è fatto di ritorni, di manici dorati. Il manico, l’allenatore. Qui si torna al passato, quando ci sentivamo (e forse lo eravamo) migliori. Allegri, appunto Mou, e poi si sta facendo di tutto per dare una panchina a Sarri, che non è proprio l’ultimo arrivato: c’è la Lazio - che ha perso Inzaghi - in fila. E dopo due anni, riecco pure Spalletti, che al calcio ha dato un bel po’, da Roma in su. E non è ancora finita. Magari l’estate ci consegnerà qualche giocatore interessante, ma per il momento i club, il jolly, l’anno calato con gli allenatori e abbiamo visto quanto spesso facciano la differenza, vedi Gasperini a Bergamo, per certi versi anche Pioli al Milan. Non avremo Conte, questo ormai è noto: l’Inter non poteva accontentare le sue ambizioni, magari lo farà il Real Madrid, o il Tottenham oppure chissà chi. Insomma, a spasso non resta. L’Italia, almeno per ora, farà a meno di Ranieri, altro signore della panchina. Vuole un’esperienza stimolante, qui ne vede pochi, di stimoli. Dal 22 agosto rivedremo accendersi i riflettori e ascolteremo il rumore dei nemici di Mourinho, che ci aspettiamo il solito uomo contro tutti. All’epoca dell’Inter stuzzicava Spalletti, il suo primo concorrente per lo scudetto. Potrà farlo ancora e chissà se potrà lottare ancora per il titolo. Titolo che vorrebbe riportare a Torino, Allegri. La Juve ha fatto giri immensi (Sarri e Pirlo) e poi è tornata a riaprire le porte al figlioccio abbandonato. Ma ad oggi, una vera favorita, proprio per questo giro di tecnici, non c’è. Vedremo. Crescono le ambizioni della Fiorentina: ha ingaggiato Gattuso, che la Champions l’ha appena sfiorata e in viola, magari, si accontenterà di entrarvi dalla porta secondaria. Le big si sono sistemate (quasi tutte), manca qualcosa nelle altre. 

LE ALTRE
La Samp non ha ancora tappato il buco lasciato da Ranieri (Giampaolo è un nome caldo, per lui sarebbe un ritorno), né il Verona quello di Juric (ha consigliato Tudor come suo successore), che ha scelto la Torino granata. Italiano sta per lasciare lo Spezia, lo corteggia anche la Lazio, lo ha fatto il Sassuolo, che ha perso De Zerbi, attratto dall’esperienza allo Shakhtar. Dalla B, arrivano (o dovrebbero arrivare) gli esordienti, Dionisi (Empoli), forse Zanetti (Venezia), e quel mestierante di Castori (Salernitana), che la serie A l’ha già conosciuta da Carpi. Oltre a Conte, ci saluta Fonseca, che alla Roma ha fatto poco in questi due anni. Paulo è a caccia di una panchina, gli hanno proposto il Sassuolo (ma l’ingaggio non aiuta, come non aiuta quello di Pirlo) ma lui ambisce a qualcosa di diverso. Come Mihajlovic, che non è ancora sicuro se resterà o meno a Bologna. L’Udinese fa la corte a Zanetti del Venezia. Chissà. Genoa e Cagliari restano con Ballardini e Semplici. Comunque vada sarà un successo.

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