Sassuolo, De Zerbi avverte la Roma: «Ecco perchè vinciamo sempre fuori casa»

Sabato 5 Dicembre 2020 di Vanni Zagnoli
Roberto De Zerbi

Chissà come sarebbe andata se un anno e mezzo fa Gianluca Petrachi avesse scelto Roberto De Zerbi, che aveva contattato prima di Fonseca, per la Roma. Il tecnico veniva dalla prima, buona stagione neroverde, chiusa all’11° posto. Alla fine della scorsa, invece, ha firmato solo per questo campionato, perchè magari gli arriverà l’offerta di un grandissimo club. Già nei primi mesi di Sassuolo, l’allenatore di Brescia e grande tifoso delle rondinelle era il preferito di Guardiola, in serie A, si è creato uno staff di prim’ordine, con il vice Davide Possanzini, l’attaccante del Brescia, al quale lascia spesso il suggerimento dei cambi, e vari collaboratori. Si riuniscono abitualmente in una stanzone allo stadio Ricci, dove il Sassuolo si allenava sino a un anno e mezzo fa, prima della creazione del Mapei center.

Una grande tv è al centro, non ci sono pareti divisorie, le scrivanie sono ai bordi, con i vari collaboratori. Per ogni giocatore ha un’alternativa di ruolo, in rosa, e una ulteriore, nel caso ci sia una cessione. E così De Zerbi studia tantissimi calciatori, anche di campionati minori, segnalati dallo staff. Il match analyzer è napoletano, Massimo Carcarino, l’aveva notato per le analisi tattiche che postava su youtube, quando Dez era al Foggia, in serie C, e perdeva un tesissimo spareggio per la promozione con il Pisa di Gattuso. Fondamentali sono anche i test fisici Mapei, utili negli anni alla Juve e al Monaco, quando era allenato da Ranieri, che adesso li fa effettuare alla Sampdoria. Vennero ideati al Mapei Sport di Olgiate Olona, nel Varesino, centro di ricerca diretto da Aldo Sassi sino al 2010, alla sua scomparsa. Ora li utilizzano anche il Cagliari di Eusebio Di Francesco, il Lione di Rudi Garcia, la Cremonese in serie B e la nazionale di sci. 

Oggi De Zerbi ha inquadrato il bigmatch con la Roma a Sassuolo Channel.

Mister, i giallorossi sono un punto dietro, siete secondi a sorpresa.

“Restano una grande squadra, come l’Inter, ma in questo campionato devi giocarti tutte le partite. Abbiamo perso punti in casa con squadre che stanno sotto di noi e vinto a Napoli, contro una squadra superiore alla nostra. Il campionato è ancora molto equilibrato. A Roma non è una partita come le altre, ma non vuol dire che non possiamo fare risultato. La sconfitta dei giallorossi a Napoli è stata un incidente di percorso, è capitato a tutte, tranne al Milan. Fonseca ha una squadra forte, con giocatori e identità forti, è da prendere come una grande squadra, lo è a tutti gli effetti”.

Con l’Inter avete perso l’imbattibilità, solo Milan e Juve sono senza sconfitte.

“Lo 0-3 ci ricorda che gli episodi indirizzano le partite. Con l’Inter si può perdere, ma diventa tutto più complicato se dopo 13’ si sta sotto di due gol, più che evitabili, contro una grande squadra, ferita, che non molla più. E non siamo stati abbastanza pericolosi”.

Ora come state?

“Non è un momento brillantissimo, lo ammettevo anche prima dello scorso sabato. Dobbiamo stringere i denti, cercando di prendere il più possibile, senza cambiare dentità. Abbiamo giocatori importanti infortunati, altri giocano e non sono nel pieno della condizione, è chiaro che poi lo paghiamo”.

Che settimana è stata?

“Buona, a parte mercoledì, che non ci siamo allenati fuori per la neve. Chiriches non ci sarà, con l’Inter non è stato rischiato, si è fatto male in una posizione diversa dal problema della settimana precedente, rientrerà presto. Veniva da anni in cui non giocava sempre, quest’anno ha disputato 7 gare su 9, lo gestiamo al meglio, e Marlon non è un’alternativa ma un titolare. Perdiamo il portiere Consigli per un virus intestinale: non è il caso di portarlo, soprattutto in una trasferta lunga, giocherà Pegolo (39 anni, come Ibrahimovic, solo Buffon è più vecchio, ndr), è una certezza. Recuperiamo Haraslin per la panchina. Caputo e Defrel sono ancora fuori, presenti tutti gli altri”.

Quanto durerà questo secondo posto?

“La classifica è gratificante, ai giocatori dico di non guardarla. Dobbiamo recuperare la forma e il gioco che ci ha sempre contraddistinto e recuperare gli assenti. Quando saremo al pieno delle nostre potenzialità sarà ancora più bello”.

Come fate a essere a punteggio pieno fuori casa, mentre al Mapei avete battuto solo il Crotone?

“In trasferta abbiamo affrontato tutte squadre che se la sono giocata alla pari, in casa abbiamo incontrato formazioni più chiuse. Si può vincere anche con squadre che giocano tutte dietro, per farlo bisogna capire come attaccare. Contro Torino e Udinese che si difendono basse, hai bisogno di attaccanti che stiano bene per cercare combinazioni, senza rischiare. Con l’Inter ci è mancato il guizzo, l’intraprendenza di prendersi qualche rischio, qualche giocata forzata in più negli ultimi 25-30 metri”.


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