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Ronaldo rischia l'addio dalla Juve: sì al taglio stipendio, no al ridimensionamento

Ronaldo rischia l'addio dalla Juve: sì al taglio stipendio, no al ridimensionamento
di Alberto Mauro
3 Minuti di Lettura
Lunedì 30 Marzo 2020, 07:00
Cristiano Ronaldo ha accettato di buon grado il taglio degli stipendi, insieme al resto della squadra e all’allenatore Maurizio Sarri. Ma quest’estate accetterà anche un possibile ridimensionamento, ed eventualmente ridiscutere l’ingaggio faraonico da 31 milioni di euro a stagione? Del resto tutta la serie A sarà aalle prese con la prevedibile crisi economica scatenata dallo stop forzato imposto dalla pandemia del coronavirus e la Juve non farà eccezione.
GLI INTERROGATIVI
E’ ancora presto per le risposte, di certo c’è che è allo studio un piano di sostenibilità per il futuro di Ronaldo in bianconero. Il taglio degli stipendi da qui a giugno è il primo passo decisivo, ma non basta, ed è evidente che la Juventus sia già proiettata alla prossima stagione. Con dubbi e certezze legate al trasferimento più oneroso nella storia juventina, che da un lato ha rilanciato i ricavi commerciali con sponsorizzazioni incrementate e rinnovi a crescere di quasi tutti i contratti, dall’altra ha impennato i costi e il monte ingaggi di una società che si è mossa in anticipo. Un acquisto che doveva servire a dare l’assalto alla Champions, fallito sul campo l’anno scorso e sospeso (per ora) in questa disgraziata stagione. L’accordo con giocatori e allenatore per i mesi di marzo, aprile maggio e giugno prevede una mensilità e mezza non pagata, e le altre 2,5 versate l’anno prossimo, in modo da gravare sul prossimo bilancio. Una rinuncia che costerà 10,2 milioni di euro a Cristiano Ronaldo, uno degli aghi della bilancia dello spogliatoio bianconero insieme ai senatori Chiellini, Bonucci e Buffon. Ma potrebbe non essere sufficiente. Perché, in attesa di capire se si tornerà a giocare l’attuale campionato, la prossima stagione subirà inevitabilmente gli effetti dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Con un mercato ridotto, investimenti mirati e probabili ridimensionamenti dei costi operativi. In questo senso, un ingaggio da 31 milioni netti annui (54 lordi) più le 2,5 mensilità arretrate, rischia di diventare difficilmente sostenibile per le casse bianconere.
TRE STRADE
Le strade per Ronaldo sono tre: cessione (complicata), permanenza senza rinnovo (fino al 2022) o rinnovo di un anno, con possibilità di spalmare l’ingaggio su tre anni invece di due. L’addio in estate è difficile, ma non impossibile: al momento non ci sono squadre che si sono fatte avanti per CR7, la Juve nell’eventualità non avrebbe intenzione di privarsene per meno di 70 milioni e i suoi 31 all’anno sono una cifra che in poche possono garantire. Dal Real nessun abboccamento, anche se il portoghese tornerebbe volentieri a Madrid, in Cina c’è il salary cap mentre dall’America non sono arrivate proposte concrete. La permanenza senza rinnovo al momento manterrebbe la situazione invariata, mentre per ridurre notevolmente l’impatto finanziario ci sarebbe la terza strada, ancora tutta da esplorare. Rinnovare il contratto di una stagione, spalmando l’ingaggio su tre anni invece degli attuali due. Una soluzione che consentirebbe alla Juventus di ridimensionare la voce stipendi, ma ora la palla passa a CR7
LA POLEMICA
Intanto in Portogallo fanno discutere le foto di Cristiano Ronaldo e Georgina Rodriguez a spasso per le strade di Funchal, spingendo i passeggini dei figli per le strade di Madeira, visto che come in Italia il governo ha vietato tutti gli spostamenti non necessari.
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