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Lazio da Champions: con Casale, Romagnoli e Maximiano ridisegnato il reparto difensivo

Lazio da Champions: con Casale, Romagnoli e Maximiano ridisegnato il reparto difensivo
di Alberto Abbate
4 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Luglio 2022, 07:52

La rivoluzione riparte da dietro: la difesa può diventare il miglior attacco alla Champions. Perché davanti la prima Lazio di Sarri si è già laureata la seconda forza (77 gol) dello scorso campionato. E adesso c'è pure il baby Cancellieri come valore aggiunto. Il reparto arretrato il decimo della Serie A, perforato 58 volte, spesso per distrazioni nell'uno contro uno si sta invece rifacendo completamente il look. Tre rinforzi titolari, considerando Casale, Romagnoli e il nuovo estremo difensore Luis Maximiano. In panchina si aggiunge Mario Gila come rincalzo e, in porta, Lotito deve ancora centrare un secondo. A proposito, c'è un colpo di scena dietro l'altro: mollato Wladimiro Falcone al Lecce per la fede romanista, e perché lo Spezia non vuole contropartite ma solo 6-7 milioni (troppo) per lasciar volare Ivan Provedel ad Auronzo, dove presto potrebbe rimanere solo Furlanetto come terzo. Allora si ritorna alle indicazioni di Sarri e, per il vice-Maximiano, torna in pole Pietro Terracciano della Fiorentina, anche se è spuntato pure Marco Silvestri dell'Udinese ieri pomeriggio. Più avanti si riparlerà magari di un terzino sinistro, Emerson Palmieri rimane l'unico sogno.

 

CALAMITA D'ENTUSIASMO

Anzi, Sarri insiste per avere comunque Ivan Ilic in più a centrocampo. Lotito lo ha bloccato con l'amico Setti, ma gli risponde che arriverà soltanto in caso di addio (destinazione Siviglia) a Luis Alberto. Stesso discorso per Piotr Zielinski, se si dovesse consumare la cessione di Milinkovic all'estero: «Resta con noi, Sergio», gli urlano i tifosi con un eco infinito. Anche il tecnico sarebbe felice di trattenerlo, già così è comunque più che soddisfatto del mercato compiuto sino adesso. Romagnoli continua a catalizzare però tutta l'attenzione del mondo Lazio. Dopo l'invasione dei tifosi in Paideia e la veglia davanti all'hotel Auronzo, Alessio ieri mattina ha ricevuto l'abbraccio dei compagni e dello stesso Sarri, che lo stavano ormai attendendo da un anno. Colazione e subito in campo, Maurizio non vedeva l'ora di testarlo al centro.

Standing ovation e cori alla prima apparizione in divisa ufficiale allo Zandegiacomo. Poi silenzio, parla il Comandante, bisogna ascoltarlo e seguirlo allo sfinimento. Romagnoli viene subito provato con Patric, il tecnico lo chiama Ale come fosse un fedelissimo di lungo corso. L'ex capitano del Milan si muove già da leader, grida Roma (al posto di mia) per indicare ai compagni ogni suo intervento. L'altra coppia è Gila-Casale col fratino rosso. Acerbi si allena, ha superato il fastidio al polpaccio, ma spera di raggiungere il Napoli (offerta da 5 milioni) al più presto o, in alternativa, l'estimatore Allegri a Torino.

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SOMIGLIA A KEPA

Riflettori puntati anche sul primo allenamento di Luis Maximiano. Sarri è stupito, innanzitutto sotto il profilo umano: il 23enne portoghese è umile, gli ricorda il pupillo Kepa sia a livello mentale che fisico. È un altro rispetto a come se lo era immaginato sui video di Wyscout. La comunicazione avviene in inglese, anche se il portiere già capisce abbastanza l'italiano. I difetti da migliorare sono nei piedi e nelle uscite uno contro uno, ma rimane un importante investimento: alla fine 10,70 milioni versati (in tre rate) al Granada per acquistarlo a titolo definitivo. Ecco come Lotito ha speso oltre 50 milioni, anche se perlomeno ha risparmiato sul monte ingaggi (Romagnoli a parte, tutti quinquennali intorno al milione) e abbassato l'età media della Lazio. Una rivoluzione per la Champions da centrare, se non subito, molto presto. 

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