Roma, Zaniolo: «Quando mi hanno convocato in Nazionale ho pianto. Da trequartista mi diverto»

Roma, Zaniolo: «Quando mi hanno convocato in Nazionale ho pianto. Da trequartista mi diverto»
di Gianluca Lengua
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Mercoledì 8 Gennaio 2020, 11:32 - Ultimo aggiornamento: 13:16

Anche se molto giovane Nicolò Zaniolo ha suscitato l’interesse dei più importante club europei grazie le sue prestazioni da 8 in pagella. Tutto è cominciato con la doppietta contro il Porto il Champions League, da quel giorno in poi è stato tutto un crescendo. Il ruolo preferito è quello del trequartista, ma anche da esterno si sta togliendo molte soddisfazioni: «Da trequartista mi sono sempre divertito giocando, perché quando vado in campo per prima cosa penso a giocare e divertirmi, e da trequartista ci riesco meglio. Posso fare anche la mezzala come l’esterno per le caratteristiche che ho. Non mi vedo ancora in un ruolo definito perché mi devo definire come calciatore», ha detto in un’intervista a Dazn. L’emozione per la convocazione in Nazionale è stato un momento indimenticabile: «Ero a cena con degli amici miei, vedo il mio nome nelle convocazioni e penso subito ad un errore. Poi la notizia continuava a girare ovunque e quindi ci ho sperato. La chiamata del team manager poi mi ha confermato la convocazione, sono scoppiato subito a piangere. A Coverciano ero come un ragazzo al parco giochi». Prima di arrivare ad alti livelli, però, sono serviti anni di sacrifici: «Nella mia carriera calcistica, soprattutto nel settore giovanile, non sono mai stato uno di punta, non visto come uno che doveva arrivare. Sono sempre stato piccolo fisicamente, dovevo entrare nella fase dello sviluppo e quando la Fiorentina mi ha detto che non potevo stare più lì per motivi tecnici sono andato via ma con lo stesso entusiasmo e voglia di giocare a calcio. Sono andato all’Entella dove ho trovato più spazio e persone che credevano in me». 

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