Zaniolo, la Roma prima di tutto

Zaniolo, la Roma prima di tutto
di Stefano Carina
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Martedì 5 Ottobre 2021, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 10:18

Sono da poco trascorse le 21.30 di domenica sera. Il cellulare del team manager giallorosso Cardini squilla. È la Nazionale che, a seguito dell’infortunio muscolare di Pessina, intende comunicare alla Roma come il ct Mancini abbia intenzione di convocare Zaniolo. Inizia così il valzer delle telefonate. Viene contattato il gm Pinto che a sua volta chiama il calciatore e il suo entourage. Ne segue un primo punto della situazione (del quale viene messo a conoscenza Mourinho) perché nonostante in molti allo stadio non se ne siano accorti, Nicolò è uscito dal campo per un problema al flessore destro. In quest’ottica, i medici del club - allertati dal dirigente portoghese - si mettono in contatto con quelli azzurri, spiegando la situazione.

Roma, occhio Zaniolo: le occasioni non sono infinite

Nicolò è combattuto. Da un lato vorrebbe andare, il fastidio è lieve. Dall’altro, memore che nelle ultime due gare disputate (Lazio e Empoli) è stato costretto a uscire anzitempo non per scelta tecnica ma per un affaticamento muscolare, preferisce declinare la convocazione. La Roma è d’accordo ma è Nicolò, una volta confrontatosi con l’agente Vigorelli e la famiglia, ad avere l’ultima parola ritenendo sia meglio non rischiare. Nella decisione del calciatore c’è il fatto che la gara con la Spagna, in calendario domani, non gli avrebbe permesso di essere al 100%. E dopo aver penato tanto per ritrovare la condizione, ora che inizia a ricevere le prime risposte positive dal proprio corpo, preferisce non sfidare la buona sorte.

La parola stop e il verbo fermarsi, non fanno più parte del suo vocabolario. C’è da capirlo: negli occhi ha ancora il tremendo ko di Amsterdam, durante Olanda-Italia di 2 anni fa, valida proprio per la Nations League. Come non c’è da stupirsi che questo no alla convocazione in extremis, benché accettato nell’ambiente azzurro, abbia lasciato la sensazione che il ragazzo sia stato consigliato male. Se ne riparlerà a novembre (il 12 e il 15), quando la Nazionale avrà due gare fondamentali in chiave qualificazione ai prossimi mondiali, rispettivamente contro la Svizzera e l’Irlanda del Nord. Ammesso che Mancini voglia chiamarlo.
 

Tammy convocato
Nicolò sceglie quindi la Roma. E dando un’occhiata al prossimo tour de force che attende i giallorossi dopo la sosta (in campionato Juventus, Napoli, Cagliari e Milan, intervallati dal doppio impegno contro il Bodo-Glimt in Conference League) questo non può far che piacere a Mourinho. Che ieri, oltre ai 13 elementi della rosa già partiti (Pellegrini, Cristante, Veretout, Rui Patricio, Mkhitaryan, Vina, Shomurodov, Calafiori, Kumbulla, Diawara, Darboe e Bove), ha perso anche Abraham, convocato last-minute dall’Inghilterra per le sfide contro l’Andorra e l’Ungheria. Zaniolo, nei prossimi giorni, avrà così il tempo di recuperare tranquillamente la forma migliore.

Una crescita che va di pari passo con le aspettative contrattuali del ragazzo che si attende entro Natale d’iniziare a parlare con la società. La Roma per ora pensa ad altro, anche perché il contratto di Nicolò scade nel 2024 ed è reduce da (quasi) due anni di inattività. C’è tuttavia da credere che dopo aver definito il rinnovo di Darboe (manca soltanto l’ufficialità) e gli adeguamenti di Mancini e Cristante, le parti possano iniziare a discuterne (alla finestra c’è anche Veretout). Prima, però, Nicolò deve far parlare il campo. I segnali incoraggianti arrivati nel derby e contro l’Empoli debbono avere un seguito. Nel trittico d’alta classifica dopo la pausa, Nicolò ha già segnato a Milan (2) e Napoli (1). Gli manca soltanto la Juventus. Allegri è avvisato. 

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