Roma, anche l'Europa scopre Darboe: «Fuggito dall'Africa per realizzare un sogno»

Pogba si complimenta con Darboe alla fine del match
di Gianluca Lengua
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La storia di Ebrima Darboe è un sogno che si avvera. Il giovane centrocampista classe 2001 ha esordito contro il Manchester United in una Coppa Europea sostituendo Smalling per infortunio, l’esordio assoluto con i grandi, invece, è avvenuto nel 2-0 incassato contro la Sampdoria una settimana fa. Nei 60 minuti in cui Fonseca lo ha messo in campo, non si è fatto schiacciare dalla supremazia tecnica del Red Devils, dimostrando sicurezza e capacità di adattamento. Qualità che hanno attirato l’attenzione del portoghese e, chissà, magari anche del futuro allenatore Mourinho che ha assistito alla partita dalla tv: «Avevo questo sogno fin da piccolo, in Africa è difficile giocare a grandi livelli senza un aiuto. C’era un mio amico fraterno lì in Gambia che mi diceva sempre che sono troppo forte e di parlare con i miei genitori per farmi portare in Europa per arrivare al top. I miei mi hanno dato una mano, non era facile per il visto: non ho avuto scelta, sono fuggito con due amici, un viaggio duro e avventuroso. In Italia mi hanno accolto in una casa famiglia, vorrei ringraziarli tanto. Dopo un anno ho conosciuto Miriam Peruzzi, una talent scout che mi ha cambiato la vita e mi ha reso parte della loro famiglia: ero troppo piccolo, ne avevo bisogno. Vorrei ringraziare tutta la sua famiglia, so che mi stanno guardando», ha detto in lacrime nel post partita di ieri. 

LA STORIA

Darboe è partito dall’Africa a 14 anni con il sogno di arrivare in Italia e cambiare vita. Un viaggio difficile verso la salvezza passando per la Libia, la Sicilia e arrivando a Rieti dove si è stabilito. Lì è stato inserito nel progetto Sistema protezione per richiedenti asilo (Sprar) e ha mosso i primi passi in una squadra locale, lo Young Rieri. È bastato poco affinché la Roma si accorgesse delle sue qualità, è stato portato a Trigoria ma ci sono stati diversi problemi burocratici per il tesseramento. Si è allenato con la Primavera di Alberto De Rossi e il club si è occupato dei suoi studi, poi è arrivato l’esordio In Primavera a gennaio 2019. Con il tempo è diventato un titolare inamovibile, fino a quando Fonseca si è accorto di lui e lo ha portato in prima squadra facendolo esordire con la Sampdoria: «È stato indescrivibile. Sono tanto emozionato, non so neanche come spiegarlo. Cerchiamo sempre di allenarci al massimo quando siamo con la prima squadra. Il mister mi ha detto che sono tanto forte e di giocare tranquillo, come faccio in allenamento. Ho cercato di giocare semplice e di aiutare la squadra». 

Venerdì 7 Maggio 2021, 11:37 - Ultimo aggiornamento: 11:38
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