Roma, la rivincita di Spinazzola: da scarto a insostituibile. A Genova con quattro portieri

Roma, la rivincita di Spinazzola: da scarto a insostituibile. A Genova con quattro portieri
di Stefano Carina
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Domenica 8 Novembre 2020, 09:25

Sarebbe stato l’interprete perfetto di Sliding-doors. Perché la storia di Spinazzola non ha nulla da invidiare a quella di Gwyneth Paltrow nel film del regista Peter Howitt. Undici mesi fa, il laterale era stato ceduto all’Inter. Tutto fatto, prima che le visite mediche venissero prese come pretesto dal club nerazzurro per far saltare una trattativa già chiusa e che prevedeva lo scambio con Politano. Rientrando da Malpensa, a Fiumicino ad attenderlo c’erano appena 3-4 cronisti: «Deluso? Penso solo alla Roma». Detto, fatto. Oggi Spinazzola si è ripreso tutto con gli interessi: la Roma, il posto da titolare, la fiducia di Fonseca, la Nazionale (a proposito, figura tra i convocati per le gare con Estonia, Polonia e Bosnia) e per non farsi mancare nulla, nel frattempo, sta per diventare per la seconda volta papà. Come se non bastasse, per chiudere il cerchio, colui che tecnicamente lo stava spingendo lontano dalla Capitale (Kolarov), ora lo ha sostituito nella rosa di Conte con risultati negativi. 
RUOLO AD HOC
Chissà come sarebbe andata a Milano. Una domanda che Leonardo non si pone più da tempo. Adesso, anche la valutazione di 31 milioni (nello scambio con Luca Pellegrini alla Juventus legata alle plusvalenze) che a lungo gli è pesata, è alle spalle. Probabilmente perché come diceva Muhammad Alì, «dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra». Spinazzola lo ha preso alla lettera e si è rialzato. Di colpo, la difficoltà di giocare con continuità, gli infortuni, qualche incomprensione con Fonseca (che voleva farlo giocare a destra, ruolo che non predilige) hanno rappresentato il passato. Leo ha voltato pagina e vederlo oggi come l’uomo più impiegato dal portoghese (676 minuti) e probabilmente l’elemento della rosa che sinora sta rendendo meglio insieme a Pedro, sembra una favola. Si tratta invece della realtà, complice la ritrovata fiducia, le noie muscolari che finalmente gli hanno dato tregua e un cambio di modulo (dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1) che gli permette di non essere gravato oltremodo dai compiti difensivi e fare così ciò che gli riesce meglio: correre e attaccare. Con le discese è arrivato anche il primo gol stagionale (il terzo in giallorosso dopo quelli segnati all’Inter e al Wolfsberger) con la Fiorentina, proprio uno dei club che in estate aveva pensato a lui. L’altra sera ha continuato il suo momento magico servendo dopo appena 57 secondi l’assist per il colpo di testa vincente di Mkhitaryan col Cluj. 
QUATTRO PORTIERI
Sinora in serie A è il laterale che ha trovato maggiormente la linea di fondo: è accaduto già 23 volte, con 7 cross riusciti e 10 occasioni create. Oggi a Genova non vuole fermarsi. E con lui la squadra. Sono 24 i convocati di Fonseca. Più dei 5 Primavera (Boer, Milanese, Darboe, Podgoreanu e Providence) spicca la presenza di 4 portieri (Mirante, Pau Lopez, Farelli e Boer). Il timore di possibili contagi è dietro l’angolo. 

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