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Roma, instant team per il sogno scudetto: così il progetto triennale di Mourinho si è accorciato

Un mercato che non ti aspetti. Meno spendi, più ti rinforzi. Con la politica del parametro zero, ecco il volto che cambia. E di conseguenza si modificano le ambizioni

Roma, instant team per il sogno scudetto: così il progetto triennale di Mourinho si è accorciato
di Alessandro Angeloni
4 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Agosto 2022, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 11:40

Un mercato che non ti aspetti. Meno spendi, più ti rinforzi. Con la politica del parametro zero, ecco il volto che cambia. E di conseguenza si modificano le ambizioni. La Roma dello scorso anno, che al massimo era partita con la speranza di arrivare al quarto posto, ora non c'è più. Il doppio salto l'ha voluto la proprietà, che in tempi non sospetti aveva scelto Mourinho, un uomo che non si accontenta di galleggiare dietro le grandi ma che tra le grandi vuole viverci stabilmente. Perché lui si sente (e lo è) Speciale e vuole che la sua squadra rispecchi la sua immagine. Ed ecco che il gm Pinto si è messo al lavoro seguendo queste fantasie/esigenze. Un mercato misurato da punto di vista economico, con soli sette milioni fin qui spesi (per Celik), ma scintillante nella sostanza. L'entusiasmo della gente c'era anche prima, ora si è moltiplicato, vedi abbonamenti, che hanno toccato quota 36 mila e vedi anche le manifestazioni di gioia all'arrivo dei giocatori, compresa la serata di gala contro lo Shakhtar, che ha fatto registrare il tutto esaurito nonostante il fuoco di agosto.

La Roma ha scelto la strada dell'instant team, e il progetto triennale si è accorciato. Mourinho vuole vedere subito l'effetto che fa. Di certo, la vittoria della Conference ha accelerato il processo di ricostruzione. Vincere è bello, piace e ti costringe a ripeterti. Crea dipendenza. Nella squadra, nella gente e, come da sempre, in Mou. Il sacrificio economico, la Roma, lo ha dovuto fare sugli ingaggi. Il parametro zero ha questo risvolto negativo, ma avere in squadra gente di classe ed esperienza come Dybala, Wijnaldum e Matic ti ripaga della spesa, perché dà modo di poter sognare e di uscire definitivamente dalla prigionia dell'utopia, a cui la Roma forse si era - anche colpevolmente - abituata. Tiago Pinto nelle prime settimane di mercato non ha fatto altro che predicare calma, frenando ogni tipo di entusiasmo che derivava da voci incontrollate, che addirittura avevano messo sul piatto degli arrivi gente dalle grandi tasche come Ronaldo. Un po' era paura di rimanere incastrati nei parametri Uefa un po' era semplice strategia. Pinto ha corso da solo e pian piano è riuscito a sistemare una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore. Così, per provare a sedersi da subito al tavolo delle grandi, alzando la posta. Non ha ceduto davanti alle pretese del Sassuolo, che ha sparato alto per la cessione di Frattesi, giovane interessante e che la Roma aveva perso forse troppo presto. Ha scelto altre vie.

 

LE SPESE

E' intervenuto su Dybala quando le cifre dell'operazione erano più abbordabili e ha convinto Matic in poco tempo, con l'aiuto - sempre - della parola di Mourinho, l'esca migliore per attrarre i campioni indecisi e a caccia di un contratto oneroso. La Roma adesso non si nasconde, lo scudetto diventa un obiettivo possibile, cosi come provare a vincere l'Europa League. Obiettivi non certo scontati, ma possibili. E il mercato deve ancora terminare, aspettando altre sorprese, nascoste per il momento dietro all'angolo. E' stata buona anche la fase delle cessioni: ad eccezione di Dybala, per ogni arrivo c'è stata una partenza e ora si attende lo slancio finale per il definitivo smaltimento della rosa, che come nomi grossi vede ancora in organico gente come Diawara, Shomurodov e Kluivert (che stra trattando con il Fulham per l'uscita a titolo definitivo), oltre ai vari Riccardi e Calafiori. Mourinho non ha smesso di chiedere (la rosa è competitiva, non ancora completa) anche se per adesso può dirsi soddisfatto della squadra, che ha in pratica due giocatori per ogni ruolo. Ad esempio Karsdorp, che lo scorso anno ha fatto gli straordinari, si ritrova alle spalle Celik, per il quale è stato fatto l'investimento degli unici sette milioni fin qui spesi. A sinistra il nuovo acquisto - che si giocherà il posto con Zalewski - è gratis, e si tratta di Spinazzola, che ha saltato praticamente tutta la scorsa stagione post operazione al tendine e ora è pronto a ricominciare e riprendersi ciò che aveva perso. Ma non è finita qui. C'è solo un rischio: perdere proprio ora Zaniolo, ma a quanto pare Mourinho non è più troppo convinto come poteva esserlo due mesi fa. E ciò che dice lo Special, quest'anno, è diventato legge.

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