Roma, Mourinho: «Voglio vincere la Conference, sarebbe un risultato storico»

Roma, Mourinho: «Troppe difficoltà tutte insieme. Con il Cska Sofia riposano Rui Patricio, Mkhitaryan e Smalling»
di Gianluca Lengua
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Mercoledì 8 Dicembre 2021, 15:31 - Ultimo aggiornamento: 18:51

«Rui Patricio, Mkhitaryan e Smalling non viaggiano con noi. Andiamo con il miglior gruppo possibile per cercare di vincere la partita contro il Cska Sofia». José Mourinho annuncia variazioni di formazione in vista della partita di domani sera (ore 18.45) della Ras romaoma contro i bulgari.

«Domani dobbiamo andare lì e vincere, poi se il Bodo/Glimt vince siamo secondi, andiamo ai playoff a febbraio. Dobbiamo andare seri. Conosciamo le difficoltà che abbiamo con tanti infortuni e sappiamo che ogni giocatore che perdiamo in questo momento è un disastro. Ci sarà un metro di neve, sarà difficile», ha detto lo Special One a Sky Sport.

Gli ultimi risultati in campionato hanno certamente inciso sul morale della piazza, ma Mourinho plaude all’atteggiamento dei tifosi: «Quello che vogliamo dare ai tifosi è diverso dai risultati che abbiamo. Ma una cosa è troppo ovvia: i tifosi sono veri romanisti, a loro non interessa vincere o no. È più facile tifare una squadra quando vince sempre. Dall’inizio sapevamo ciò che ci aspettava, non ci aspettavamo tanti problemi insieme. In una rosa che si inizia a costruire ci aspettavamo le difficoltà ma Covid, infortuni e squalifiche tutti insieme è troppo e lo è quando affronti l’Inter. Sono più forti di noi, in quella situazione erano molto più forti di noi. Per questo siamo sempre uniti e tranquilli».

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Roma, Mourinho: «Abbiamo la squadra per competere con le più forti in Conference League»

Da gennaio la Roma affronterà tre competizioni, ma tra gli obiettivi primari ci sarà quello di arrivare nei primi quattro posti in campionato: «Abbiamo la squadra per competere con le più forti tipo Tottenham e Rennes, ma anche con chi arriva dall’Europa League. Il problema è che dobbiamo giocare da gennaio a fine maggio tre competizioni ed è difficile dire come arriveremo ad una determinata partita. È la differenza tra squadra e rosa. Guardando Inter, Milan, Juve e Napoli sono squadre di grande potere, in Conference non ci sono più squadre piccole di paesi piccoli. Ci saranno squadre importanti, che arrivano anche dall’Europa League, ad esempio domani una tra Napoli e Leicester, e mi auguro il club inglese, scenderà in Conference. Con la rosa che abbiamo dobbiamo andare di partita in partita e pensare che sia sempre la più importante». Poi la conferenza stampa, in cui ha messo in chiaro l'obiettivo.

Il risultato di domani può influire sulle prestazioni della Roma fino a fine stagione?
«No, perché siamo già qualificati. Se il risultato di domani avesse deciso la qualificazione ovviamente sì perché questa è una competizione che vogliamo continuare. Il risultato di domani può definire se siamo primi o secondi. Questa competizione avrà otto squadre che arrivano dall’Europa League, competizione che ha un livello superiore alla Conference. Non nascondo che vogliamo andare avanti il più possibile». 


Dopo la sconfitta dell’Inter lei ha detto che la squadra è molto limitata per via degli infortuni. Domani la situazione non è molto diversa, che squadra giocherà?
«Non abbiamo recuperato nessuno per questa partita. Lasceremo anche altri giocatori fuori, perché ci sono tante partite e non possiamo rischiare tutti. Giocheremo con la squadra più forte possibile, ci saranno tre/quattro giocatori che giocano sempre e altri giovani. Rispettiamo il Cska e vogliamo cercare di vincere». 

Cosa è cambiato in 17 anni da quando lei ha vinto la prima Champions?
«È cambiato tanto, sono passati tanti anni. Ho la stessa ambizione e passione, magari c’è più tranquillità ed esperienza. In quella stagione avevo il sogno di vincere la Champions, adesso ho il sogno di vincere la Conference League. Sono due competizioni diverse, vedremo se sarà possibile per la Roma. E vincere la prima potrebbe essere anche qualcosa di storico». 

Lei ha avuto un comportamento speciale con la Bulgaria, cosa le ha dato il calcio bulgaro?
«Gli anni ’80 erano gli anni d’oro del calcio bulgaro. In Portogallo si può parlare di una piccola invasione di calciatori bulgari di grande qualità. Non erano solo bravi, ma anche gente educata come Stoichkov che ha fatto la storia. Quando sono andato a Barcellona ho trovato il numero uno del calcio bulgaro e mondiale di quegli anni che è Hristo. Quanto torno in Bulgaria so di tornare tra amici, ma domani nei 90’ non ci saranno amici. Dovremo vincere».

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