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Mourinho perde consensi: alcuni tifosi lo scaricano, ma la Curva Sud lo sostiene

José Mourinho (59), allenatore della Roma
di Gianluca Lengua
2 Minuti di Lettura
Martedì 15 Febbraio 2022, 11:13 - Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 08:51

Il dubbio che José Mourinho non sia l’uomo giusto per la Roma comincia a insinuarsi anche tra i tifosi più convinti che il suo ingaggio avrebbe potuto cambiare le sorti del club. Ad oggi il cammino è da brividi se paragonato alla stagione precedente di Fonseca o a quelle dei suoi predecessori: la Champions League è un miraggio, la Coppa Italia è sfumata e l’unica competizione che resta in ballo è la Conference League. Vincere la Serie C d’Europa sarebbe l’unico modo per rivalutare un campionato - ad oggi - fallimentare. Anche perché il rischio è che Mourinho lasci dietro di sé solo macerie: un parco giocatori deprezzato, un club ridimensionato e circa 100 milioni di investimenti svalutati. Ecco perché molti tifosi su social e radio cominciano a muovere dubbi e porre domande sull’operato del portoghese: «Mourinho non è una religione, va sostenuto solo se lo merita realmente. Nessun atto di fede», si sente in alcune emittenti locali. Assente (o silente), invece, la critica della Curva Sud che ha scelto di schierarsi con il tecnico e di appoggiarlo nelle sue battaglie contro arbitri, potere del nord e giornalisti. Una guerra sempre d'attualità e che Mourinho cavalca con astuzia quando si trova in difficoltà.

C’è, però, un’evidenza ed è quella dei risultati: il settimo posto in classifica, a quota 40 punti e a sole quattro lunghezze dal Verona nono, non passano inosservati. La sensazione di centinaia di tifosi è che, con una squadra come la Roma, sarebbe stato possibile almeno entrare nella lotta per il quarto posto. In molti sono consapevoli che la rosa non è d’eccellenza, ma le continue bastonate che gli ha inflitto Mou sui giornali o in tv hanno avuto un effetto controproducente sui calciatori, instillando nella squadra una profonda insicurezza che si è manifesta in campo. José per molti è ancora la soluzione al “problema Roma”, e per “problema Roma” si intende un club incapace di vincere un trofeo dal 2008. Ma a nove mesi dall’annuncio del suo ingaggio, la strada verso il successo appare ancora lunga e tortuosa.

 

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