Roma, Mourinho: «La storia si fa con i trofei. Mercato? Solo prestiti. Conosco bene Maitland-Niles»

Roma, Mourinho: «La storia si fa con i trofei. Mercato? Solo prestiti. Conosco bene Maitland-Niles»
di Gianluca Lengua
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 17:09

Alla ripresa del campionato la Roma di José Mourinho affronterà il Milan a San Siro: «Meglio ricominciare con una partita come questa che ti dà le motivazioni e concentrazione», ha detto il tecnico giallorosso. Sul mercato poco certezze: «Maitland-Niels è cresciuto vicino a me, lo conosco bene. Il profilo del nostro mercato non sarà simile ad Atlanta o Fiorentina. Dobbiamo aumentare l’equilibrio della rosa con giocatori in prestito.». Ecco la conferenza stampa integrale. 

Come sta Rui Patricio?

«Gioca. Non si è allenato ieri e l’altro ieri per un problema alla schiena. Oggi si è allenato e giocherà. Fuzato non c’è e prenderemo Boer e Mastrantonio. È stata una settimana di vacanze, ma anche di lavoro. Abbiamo lavorato bene, sono stati 15 giorni senza competizioni e si perde qualcosa a livello di intensità e ritmo di gioco. L’unico giocatore che veramente continua nel recupero è Spinazzola e c’è qualche situazione di Covid. Meglio ricominciare con una partita come questa che ti dà le motivazioni e concentrazione». 

Ci sono club in cui non andrebbe mai perché sono stati avversari?

«Per fare la storia servono trofei. Si può fare un grande lavoro senza coppe. Ci sono tanti allenatori che fanno un lavoro fantastico senza la coppa che arriva. In questo senso dico che sto facendo un grande lavoro qui, ma per marcare la storia e lasciare il proprio nome servono trofei che in questo momento non abbiamo. È vero che sono solo sei mesi, ma siamo lontani. Allenare altri club? Siamo professionisti e dire che non si può allenare un altro club è un rischio. Ma ce ne sono alcuni a cui puoi dire di no, non per mancanza di rispetto, ma lo dici per il tipo di storia fra il club che hai allenato prima e quello che te lo chiede. Dopo il 2010 il primo club italiano che ha parlato con me non è stata la Roma, la Roma si poteva accettare, l’altro no. Io non potrò mai allenare la Lazio. Non è una mancanza di rispetto, ho avuto sempre un rapporto positivo, ma andare dall’altra parte sarebbe impossibile. E sicuramente loro pensano lo stesso di me. Per esempio, non penso di aver mai avuto problemi con il Milan, forse qualche battuta. 

Sono tutti vaccinati i calciatori della Roma?

«Sono cose private. I giocatori hanno il diritto di esigere la loro privacy e per noi è sacra. Qualche giocatore ha avuto il Covid la settimana scorsa e abbiamo rispettato la privacy. La legge è la legge e nel momento in cui il Governo italiano decide, la decisione deve essere rispettata. E un giocatore che finora non è vaccinato, ovviamente vogliano che rispetti la legge e possa fare il suo mestiere e giocare. Non credo che avremo problemi interni».

In queste ore si parla molto di Maitland-Niles, può dire qualcosa su questo giocatore? Si aspetta un altro regalo da questa società?

«Non ne voglio parlare perché nessuno mi ha detto che è un nostro giocatore. Sono felice di parlarne quando sarà ufficiale. È cresciuto vicino a me, lo conosco bene. Il profilo del nostro mercato è conosciuto, non sarà simile ad Atlanta o Fiorentina che spendono 15/20/25 milioni. Dobbiamo aumentare l’equilibrio della rosa con giocatori in prestito. Ad esempio, Karsdorp ha giocato sempre e quando era squalificato con l’Inter noi eravamo persi. Abbiamo veramente bisogno di un’ala destra, Tiago e la società stanno lavorando per questo. Se guardi la rosa dell’Arsenal il titolare è Tomiyasu, poi hanno Cedric, Chambers e noi abbiamo trovato questa opzione. Un altro regalo? Se viene uno già si respira meglio. Il mercato sarà aperto ancora un mese, se riusciremo a fare questo la prima settimana di gennaio, c’è sempre la speranza».

Pellegrini è pronto a giocare dal primo minuto?

«Ha recuperato bene, grazie a Lalin non ha avuto le stesse vacanze degli altri. Ha avuto quattro giorni di meno, dal 30 che siamo arrivati tutti sta lavorando normale. Può giocare, ma non 90 minuti. Non penso sia la migliore opzione farlo giocare 90 minuti con un’altra partita domenica. Può iniziare. Non ho problemi a farlo coesistere con altri giocatori, ciò che non mi piace è non avere altre opzioni». 

Visti i numeri contagi in Serie A, le partite rischiano di essere falsate? È giusto fermarsi? Un giorno Abraham potrà raggiungere i livelli di Ibrahimovic?

«Non mi piace mai paragonare giocatori con una storia tremenda a chi deve costruire la sua storia. Nel Portogallo dove sono cresciuto si diceva ogni volta che c’era un giocatore che segnava due gol che era il nuovo Eusebio. Poi alla fine di Eusebio ce ne sta uno. Non si può fare il paragona tra Tammy e Zlatan, è una storia completamente diversa. Non mi piace dire risultati falsati, quando una squadra ha infortuni di giocatori importanti il risultato non è falsato. Se non giocano Pellegrini, Smalling, Abraham, Zaniolo con 5 gialli il risultato non è falsato. Ci sono delle regole, sarebbe falsato se non avessimo un portiere. Ci devono essere un minimo di giocatori che devono essere disponibili, per noi è un problema quando ci manca un giocatore. C’è il minimo sufficiente di giocatori a disposizione. A me dispiace per i tifosi perché andiamo dal 75% al 50%». 

La Roma giocherà una partita più simile a quella di Bergamo, o proverà a pressare?

«È una domanda di una persona che ha letto le partite. A Pioli piacerebbe sentire quello che dico, quello che hai detto è vero, però, dire quello su cui abbiamo lavorato non posso. La domanda è bella, la risposta è brutta. A volta riesci a fare una cosa e altre non riesci, cercheremo di giocare meglio e fare un risultato diverso da quello che abbiamo fatto».

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