Roma, il quarto posto da consolidare. Il piano di Mourinho

foto Mancini
di Alessandro Angeloni
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Martedì 26 Ottobre 2021, 01:11 - Ultimo aggiornamento: 11:52

La foto a colori di questo momento: Roma, 16 punti, quarta in classifica, quindi Champions centrata in pieno. Nonostante Mou sia solo all’inizio del suo percorso in giallorosso. Posizione confortante per l’obiettivo dichiarato dal tecnico e non solo. Traguardo necessario per ricostruire un futuro di livello, per aggredire quel “tempo” di cui parlano Mou e i Friedkin, che ora sfugge ma servirà, se tutto si incastrerà per il meglio e non ci saranno ribaltoni, per tornare a competere per qualcosa di eclatante, e per alcuni aspetti, di nuovo. Alle spalle della Roma, Atalanta e Lazio, più l’inaspettata Juve e la sorprendente Fiorentina; davanti ci sono le tre che lo Special (insieme con i bianconeri) considera irraggiungibili per numero e qualità di calciatori in rosa, ovvero Inter, Milan e Napoli. 

NONOSTANTE TUTTO
La Roma ha dimostrato di essere una squadra, ma non una rosa top, competitiva per i grandi traguardi. Ora è quarta e non ha ancora dato il meglio di sé, e questo è anche positivo: il potenziale, nei titolari, è in parte inesplorato. Il quarto posto non è un obiettivo semplice da raggiungere e quella foto è solo un’istantanea. Ma si può, si deve. Certo, i limiti della squadra li conosciamo e Mourinho li ha elencati in più di un’occasione. Di sicuro, al quarto posto, la Roma non ci arriva di certo con la prestazione (e gli uomini) vista in Norvegia, con quello spirito da gita fuori porta e con quella pochezza tecnica mostrata seppur in condizioni climatiche non favorevoli. La Roma è quarta nonostante l’unico punto ottenuto negli scontri diretti, con Napoli, Juventus e Lazio, ed è un po’ quello che accadeva lo scorso anno, cioè con Fonseca forte con le piccola e piccolo con le grandi. Ma c’è un ma: in queste partite non andate bene, qualcosa si è visto, se non altro nel temperamento, nella idea di confrontarsi e non partire battuti. La Roma l’altro ieri poteva sì perdere contro Spallettone, ma anche vincere. E lo stesso discorso vale per gli altri appuntamenti con le prime (non sempre) della classe: insomma, se la Roma fosse uscita con punti dalle sfide con Lazio e Juve, nessuno avrebbe gridato allo scandalo. La vera partita sbagliata è stata quella di Verona: giocata male, persa brutalmente, oltre naturalmente a quella di Bodo, ma non era la vera squadra di Mou. La Roma è quarta e non abbiamo nemmeno visto il miglior Abraham, che fino a ora non ha portato i gol che ci si aspettava: in tredici partite, quattro reti e due assist. 

ASPETTANDO CHI...
La Roma è quarta senza aver visto il miglior Zaniolo, che sta pian piano cercando (e trovando) la ottimale condizione, sta superando certe paure, figlie di un passato ancora vivo di infortuni. E’ quarta avendo potuto contare quasi sempre sugli stessi calciatori, pochi rispetto alle altre contendenti. E un grande Pellegrini, almeno nelle prime partite della stagione. L’obiettivo è restare in questa posizione, o non troppo lontano dal quarto posto, a gennaio, quando Mourinho avrà la possibilità di riorganizzare la squadra, con cessioni e acquisti, un centrocampista e un terzino (destro) soprattutto.

SPINA TORNA
A proposito di terzino: Spinazzola sta vedendo la fine dell’incubo. In campo in un mese, questo vuole e questo spera Mou. Nel frattempo, c’è da recuperare i “colpevoli” di Bodo, come promesso da Mourinho, che sa perfettamente che non può andare avanti a lungo in questa situazione. Avere contro un gruppo di calciatori non giova a lui, né alla Roma. Anche perché da qui a dicembre ci sono una serie di partite di un certo livello, che dovranno darci risposte sull’obiettivo: da domani con il Cagliari, fino allo scontro del 22 dicembre con la Sampdoria. In mezzo, Milan, Venezia prima della sosta, poi Genoa, Torino, Bologna, Inter, Spezia e Atalanta. Dieci partite più le tre di Conference con Bodo, Zorya e Cska. Il piano comincia ora.

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