E' il primo Roma-Juventus orfano di Totti. Che fa arrabbiare i romanisti

Sabato 11 Gennaio 2020 di Romolo Buffoni
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Francesco Totti e Pippo Inzaghi
Domani sarà un Roma-Juventus inedito, il primo senza Totti in campo o da dirigente. E sarà il primo con molti tifosi arrabbiati con l’ex capitano per qualche “like” impudente e imprudente e qualche dichiarazione provocatoria. C’era una volta il Totti che abbatteva la Juve con piedi e... mani (“quattro gol e a casa” mimò a Tudor) o con missili all’incrocio che provocavano terremoti: accadde il 16 febbraio 2013 con pallone scagliato a 113 km orari alle spalle di Buffon in contemporanea a una scossa di magnitudo 4.8 in Ciociaria avvertita anche nella Capitale. C’era una volta il Totti che, a parole, prendeva a schiaffi la Signora dopo un 3-2 avvelenato dall’arbitraggio di Rocchi («qui a Torino è sempre così, giochino un torneo a parte»). Erano i Roma-Juve 2.0, evoluzione di quelli Anni 80 del Gol di Turone, di Falcao contro Platini, di Pruzzo contro Brio. Sfida che molti tifosi giallorossi sentono più del derby, nonostante tra i due club la rivalità si sia smorzata. Conseguenza della politica sportiva, con Pallotta e Agnelli quasi sempre allineati sulle questioni di Palazzo, e dei calendari che (forse non a caso) hanno per tre stagioni consecutive piazzato il match dell’Olimpico a fine corsa, a giochi fatti. Ad annacquare la sfida, l’anno scorso, fu anche Totti che, da dirigente, ammise a inizio stagione: «La Juve fa un campionato a parte. Inutile nasconderlo. Noi dobbiamo giocarne un altro». Domani nascerà quindi il Roma-Juventus 3.0 totalmente orfano di Totti, ormai fuori dal mondo giallorosso dopo il rumoroso addio del 17 giugno.
NON C’È FRANCESCO
La curva Sud aspetta ancora che l’ex capitano, magari con De Rossi, mantenga la promessa di andare a vedere una partita fra i tifosi ai quali, però, sta regalando qualche inaspettata amarezza. Il giallo del like messo, tolto e poi smentito al commento «vendete Florenzi» (al quale aveva già idealmente sfilato la fascia parlando apertamente di Pellegrini come futuro capitano); l’altro like dato a Vieri che celebrava i 120 anni della Lazio. Poi l’intervista a Dazn in cui ha dichiarato: «Un Totti di 25 anni non giocherebbe alla Roma, lo avrebbero già venduto» e quella a Radio Radio del «no» all’ipotesi di un ritorno a Trigoria anche con l’avvento di Friedkin: «Spero che quest’altro americano possa venire ma ne dubito. Una volta che metti le mani dentro capisci cosa c’è nella Roma...», disse all’alba della trattativa e chissà se ancora è di quell’idea. Intanto Totti sta costruendo il suo futuro, farà il procuratore e sta allacciando e riallacciando i rapporti giusti (ieri la visita nel ritiro romano del Benevento allenato da Pippo Inzaghi, fratello del laziale Simone e quindi malvista da molti romanisti). La collaborazione con la Stellar Group è in stand-by perché Francesco vuole mettersi in proprio. La sede sorgerà all’Eur e il nome sarà forse CT10 (Cristian Totti? Capitan Totti?). Ma fra chi piangeva nell’addio del 28 maggio 2017 oggi c’è chi si chiede: «Se scoverà un campione lo darà alla Roma o alla Juve?». Domanda inconcepibile solo fino a qualche settimana fa.


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