Roma, tanti tiri e pochi gol: Fonseca aggiusta la mira per la Champions

Roma, tanti tiri e pochi gol: Fonseca aggiusta la mira per la Champions
di Sefano Carina
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Mercoledì 27 Maggio 2020, 09:30

 «Manchiamo di efficacia negli ultimi 30 metri». Parole che più volte Fonseca ha pronunciato durante la stagione. È stata, almeno pubblicamente, la stella polare dei rimproveri che Paulo ha diretto alla squadra. Ossia, quella di essere poco precisa sotto porta. E le statistiche, in effetti, non gli danno torto. La Roma è la terza squadra in serie A per tiri effettuati (330), dietro Napoli (352) e Atalanta (376). Di questi 330, 184 sono finiti nello specchio (55,7%). Il problema è la percentuale tiri/realizzazioni. La Roma (51 reti/330 conclusioni) scende al nono posto in classifica (dietro Torino, Atalanta, Cagliari, Inter, Lazio, Lecce, Genoa e Juventus) con appena il 15,4%. Tradotto: Dzeko e compagni per segnare un gol debbono tirare quasi 7 volte. Percentuale tra l’altro ‘viziata’ da Mkhitaryan. L’armeno, infatti, a differenza dei suoi compagni è un cecchino formidabile a tal punto dall’essere uno dei migliori giocatori nel rapporto tiri/gol della serie A (6 reti su 18 conclusioni: coefficiente di trasformazione del 33%). Numeri che gli hanno garantito un posto nel suo ruolo nella top 11 europea, finendo nella formazione ideale insieme a giocatori come Vidal, Sancho, Haaland e Aubameyang. 
EDIN IN RITARDO 
Difficile trovare rimedi alla «mancanza di efficacia». Perché questa non è dettata dall’atteggiamento della squadra che soprattutto nelle ultime uscite è tornato ad essere comunque propositivo. Incidono, probabilmente, le caratteristiche dei singoli. Fonseca non ha specialisti soprattutto da fuori area. Sanno calciare discretamente Zaniolo, Under, Pellegrini, Veretout e Kolarov (eccellente ma da fermo). Sono però finalizzatori occasionali. Anche Dzeko spesso si è ritrovato a giocare spalle alla porta. Nonostante la media-gol del bosniaco in stagione sia di tutto rispetto (12 reti in 25 presenze: 0,48), il coefficiente di trasformazione rimane basso (15,7%) se paragonato ai migliori marcatori del torneo: Immobile (32,5%), Ronaldo (23,3%), Lukaku (29,3%), Ilicic (26,3%), Joao Pedro (34,7%), Caputo (34,2%) e Zapata (28,2%). 
CORSA E RECUPERO 
Non si avvicina a queste medie Zaniolo (16%) che centravanti non è ma che in futuro dovrà sempre di più essere incisivo sotto porta. Nicolò continua ad allenarsi a parte, corre e fa esercizi con il pallone. Il ritorno in gruppo si avvicina. Se non ci saranno intoppi, la tabella di marcia che prevedeva il rientro dopo 5 mesi (dunque il 12 giugno) sarà rispettata. L’ok finale arriverà dopo l’ultima visita di controllo a Villa Stuart, prevista nei prossimi giorni. Il ragazzo non vede l’ora: «Il duro lavoro paga sempre», il messaggio apparso ieri sul suo profilo Instagram con allegate le foto mentre si allena. Intanto Zaniolo sta per iniziare una collaborazione nel campo della comunicazione con Fedez che attraverso la sua agenzia gestirà i social e la comunicazione extra-calcio del calciatore. 

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