Roma, i difensori del gol: su 22 centri 8 vengono da dietro

Roma, i difensori del gol: su 22 centri 8 vengono da dietro
di Stefano Carina
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Venerdì 16 Novembre 2018, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 13:00

Un gol ogni tre segnati. Anzi, addirittura qualcosa in più (uno ogni 2,75). È la media incredibile alla quale viaggia la difesa giallorossa. Che se nelle ultime gare ha registrato un miglioramento nello score delle reti subite - da una media di quasi 2 gol a partita (9) nelle prime 5 gare, si è passati a 6 nelle ultime 7 (0,85) - vanta anche una particolare facilità di realizzazione nell’area avversaria. Sinora, in appena 12 giornate, sono già 8 le reti dei difensori sulle 22 complessive della squadra (36,3%): due Fazio (contro Milan e Lazio), altrettante Florenzi (Atalanta e Fiorentina) e Kolarov (Frosinone e Lazio), una Manolas (che intanto ieri ha riportato una distorsione alla caviglia nel match con la Finlandia: oggi gli esami) e dopo 2002 giorni, è tornato a segnare anche Juan Jesus (Sampdoria). Frutto certamente di una fisicità maggiore da parte del gruppo (nell’undici titolare, otto undicesimi sono sopra il metro e ottantacinque) ma anche di schemi che permettono a turno ad ogni calciatore di trovarsi libero e concludere verso la porta avversaria.
INVERSIONE DI TENDENZA 
Un cambio di rotta studiato sul mercato (acquisendo diversi elementi dotati di una certa fisicità) dovuto a quanto accaduto nella passata stagione. La Roma infatti è stata la seconda squadra per calci d’angolo conquistati (262), appena dietro l’Inter (289). Ma se i nerazzurri sono poi riusciti a mantenere la leadership dei gol segnati di testa (15 reti), che normalmente arrivano da palla ferma o da cross (dove la squadra di Di Francesco è stata addirittura leader nel torneo con 353, davanti ai nerazzurri, 348), i giallorossi sono scivolati addirittura all’ottavo posto, insieme a Milan e Torino, con appena nove marcature (di cui 5 targate Dzeko). Un dato che il tecnico, lamentandosene, aveva evidenziato a più riprese: «Non è possibile avere così tanti corner a favore e sfruttarli così poco». Detto, fatto. Alzare l’altezza media dei singoli interpreti, oltre all’addestramento durante la settimana, ha aiutato. Perché rispetto allo scorso anno quando erano soltanto i difensori, oltre a Dzeko, a poter incidere nell’area avversaria quando il pallone si alzava, ora anche la mediana con Nzonzi (196 centimetri), Cristante (189), Zaniolo (190) e lo stesso Pastore (187), che non fa del colpo di testa il suo punto di forza, impegnano gli avversari in marcatura garantendo ai difensori più libertà nel colpire. E il frutto di questa strategia è sotto gli occhi di tutti: un anno fa la difesa in tutto il torneo segnò 7 gol, uno in meno degli 8 attuali (a metà novembre). In Italia, soltanto l’Atalanta fa meglio: la squadra di Gasperini è arrivata a quota 9 (Mancini 3, Hateboer 2, Palomino 1, Gosens 1, Djmsiti 1, Hateboer 2, Castagne 1), sorpassando i giallorossi proprio nell’ultima giornata quando dei 4 gol segnati all’Inter, ben tre sono arrivati dalle retrovie. Molto indietro le big: nella Juventus ha segnato soltanto una volta Bonucci, nel Milan Romagnoli (2) e Calabria, nella Lazio il solo Acerbi, nell’Inter D’Ambrosio, De Vrij e Asamoah mentre il Napoli, nella speciale graduatoria, è ancora a secco.
MERCATO
Intanto a Trigoria smentiscono off record le voci circolate ieri in Spagna di un interessamento per Rafinha del Barcellona. A Monchi piace invece il fratello di Hazard, Thorgan, attaccante del Borussia Moenchengladbach.

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