Roma-Betis, Mourinho: «Dybala gioca. Abraham-Belotti? Troverò il modo per schierarli insieme»

Le parole dell'allenatore lusitano alla vigilia della sfida in Europa League contro il Betis

Roma-Betis, Mourinho: «Dybala gioca. Abraham-Belotti? Troverò il modo per schierarli insieme»
di Gianluca Lengua
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 14:52 - Ultimo aggiornamento: 14:58

Domani all’Olimpico la Roma affronterà l’avversario più difficile del girone. In forte dubbio la presenza di Pellegrini, ci sarà Belotti e forse Abraham. Ma Mourinho conterà sull’appoggio dei 60mila: «Sarà difficile, ma lo sarà anche per loro. Undici contro undici, più 60mila e speriamo che facciano il loro perché lì a Siviglia i suoi faranno tanto. Mi fido dei miei undici, di quelli che saranno in panchina e mi fido tanto degli altri 60mila. Dybala? Sta bene e gioca». 

Che tipo difficoltà si aspetta dal Real Betis? Come sta Dybala?

«Dybala sta bene e gioca. Giocheremo contro una squadra di qualità con un’identità chiara, con un grande allenatore di grande esperienza. Una filosofia propria che trasmette alla squadra. Una squadra che ha vinto, e non è facile farlo in Spagna se non sei una delle tre squadre top. Hanno tanti giocatori delle nazionali, sarà difficile. Ma sarà difficile anche per loro. Undici contro undici più 60mila e speriamo che facciano il loro perché lì a Siviglia i suoi faranno tanto. Mi fido dei miei undici, di quelli che saranno in panchina e mi fido tanto degli altri 60mila». 

Zalewski sarà in campo? Lo vede di fascia o solo dietro le punte?

«Può giocare ovunque. Si è trasformato in questo giocatore, è bravo, in nazionale, che è di livello alto, gioca. Siamo confortati dalle sue caratteristiche, se sta in panchina o in campo non cambia niente. È molto importante per noi». 

Sarebbe la sua 107esima vittoria diventando l’allenatore più vincente in Europa. È uno stimolo?

«Non è uno stimolo in più. Sono orgoglioso delle 106 e quando arriverò alla 107 sarò orgoglioso. Queste sono cose per passare il tempo quando finirò la carriera. Ci saranno tante cose da ricordare, l’importante è vincere la prossima. Abbiamo bisogno di vincere e di punti». 

La partita si potrà giocare anche con due centravanti?

«I giocatori bravi possono giocare insieme. Non è un problema. Sono gli allenatori che devono far giocare la gente insieme. Per fare un esempio, all’inizio per tanti di voi, principalmente i fenomeni che parlano in radio, sembrava impossibile far giocare insieme Pellegrini, Zaniolo, Abraham e Dybala. E purtroppo, un infortunio di qua e uno di là, poche volte lo abbiamo fatto ma quando lo abbiamo fatto ha funzionato. Belotti e Tammy sono bravi, farli giocare insieme non è facile. A volte non è un problema per me dire la formazione prima, principalmente quando non ho dubbi sugli avversarsi. Il Betis è una squadra con tanti giocatori, non sappiamo se faranno dei cambi in relazione all’ultima partita di campionato contro il Celta. E dato che il mio collega non me lo dirà, io non lo aiuto sulla mia squadra». 

Zaniolo segna più in Europa che in Serie A, è un caso?

«È un giocatore che preoccupa gli avversari. Non è egoista, il suo modo di giocare a volte gli fa prendere decisioni individuali, ma non pensa a se stesso. Non è un giocatore che risparmia energia per averla nella fase più decisiva che è la finalizzazione. Difensivamente lavora tanto per la squadra. Per uno che lavora come lui, se segna di meno o segna di più non è una cosa drammatica. Magari in Serie A le squadre hanno un livello superiore di quello che troviamo in Conference League ed Europa League. Ovviamente Betis e Leicester sono di livello altissimo, ma in Serie A abbiamo partite più difficili».

Quanto è importante aver fatto quattro punti contro Juventus e Inter? 

«Abbiamo fatto quattro punti con Inter e Juventus, ma quest’anno a differenza dello scorso ne abbiamo persi quattro con Atalanta e Udinese. In maniera pragmatica non abbiamo perso e guadagnato niente. Dal punto di vista emotivo è importante arrivare in questi stadi con le squadre top e fare risultato. Prima della partita abbiamo parlato di questo. Dopo l’Atalanta siamo usciti con una sensazione di superiorità, anche se abbiamo perso. Prima della partita contro l’Inter ho messo sul tavolo questa questione: possiamo vincere o perdere, ma volevo uscire dallo stadio con una sensazione di parità o superiorità, mai inferiorità. Loro hanno preso questo sul serio e hanno portato punti che portano di più dal punto di vista emotivo. Gianluca Mancini è un trascinatore, uno capace di parlare al momento giusto. Sono contentissimo di questi ragazzi». 

Come sta Pellegrini? Come mai vede la partita sul pullman quando è squalificato?

«Non era il pullman, era un bel van. Mi piaceva sentire il rumore dello stadio, si capiva quando era gol dell’Inter o della Roma, quando era quasi gol, anche senza guardare la panchina. Si soffre di più sul van che in panchina. Pellegrini lo dobbiamo allenare, devo parlare con lui. Se lui dice no è no, non ci sono possibilità. Se dice di essere disponibile, lui c’è. È obiettivo, la fiducia è altissima. Aspetto lui, più che il dipartimento medico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA