Roma-Betis, Mourinho va all’attacco: «Bisogna vincere». Obiettivo primo posto, la spinta dei 60mila

La Roma è obbligata a imporsi per rincorrere il 1° posto nel girono di Europa League

Roma-Betis, Mourinho va all attacco: «Bisogna vincere». Obiettivo primo posto, la spinta dei 60mila
di Stefano Carina
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 08:43 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 09:23

Non è tempo di calcoli. Quello contro il Betis è il secondo crocevia stagionale ravvicinato. Il primo la Roma lo ha superato brillantemente sabato, tirandosi fuori dalle paludi di una classifica che rischiava di trasformarsi in anonima, dopo un avvio brillante in campionato. Ora arriva il bivio europeo. Perché questa sera, in un Olimpico nuovamente sold-out (con 4mila spagnoli al seguito), serve vincere per ottenere il primato nel gruppo C che porta direttamente agli ottavi di Europa League senza passare per gli spareggi con chi dovrà abbandonare la Champions. Mourinho ne è consapevole e per questo non risparmierà Dybala: «Paulo gioca, sta bene e gioca. Sembra che sia qui da tanti anni».

È il primo segnale che lascia intendere l'importanza del match. Il secondo arriva quando gli chiedono del Betis:«Ci sarà bisogno di una buona Roma. La gara che ci attende è di un livello molto alto. Pellegrini ha grande ricchezza di scelte, guida una squadra con tanti nazionali che ha vinto in Spagna e non è facile farlo se non sei una delle tre squadre top di quel torneo. Potrei superare Ferguson a quota 107 successi europei? La cosa mi inorgoglisce, è chiaro, ma non la vedo come uno stimolo in più. Ora conta vincere per la Roma». Pensiero fisso e non potrebbe essere altrimenti. Raddrizzare il girone già questa sera, dopo il ko inatteso contro il Ludogorets, permetterebbe di recarsi tra una settimana a Siviglia, sapendo di poter contare su due risultati su tre (a patto di fare en plein contro i bulgari e l'Helsinki). Anche perché l'atmosfera che si respira al Benito Villamarin la Roma lo ha percepito un anno fa, il 7 agosto del 2021, uscendo con le ossa rotte ko 5-2), ma soprattutto toccando quota sei espulsi (Pellegrini, Mancini, Karsdorp, Mourinho, il suo vice all'epoca, Sacramento, e il preparatore dei portiere Nuno Santos). Più una corrida che una partita di calcio: «Ripeto, sarà difficile. Saremo undici contro undici più 60mila, che speriamo facciano il loro, perché la prossima settimana il loro tifo peserà tantissimo. Mi fido molto dei miei ragazzi e dei nostri tifosi».

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FATTORE MENTALE
Va anche detto che oggi è un'altra Roma. Basti pensare che all'epoca in campo c'era Diawara e in panchina Dzeko in attesa di volare a Milano per trasferirsi all'Inter. Oltre agli uomini, però, è cambiata anche la mentalità. In quest'ottica, José intende sfruttare l'onda lunga del successo di San Siro: «I 4 punti presi con Juve e Inter pareggiano quelli persi con Atalanta e Udinese, che lo scorso anno avevamo preso. Se dal punto di vista dei punti non è cambiato nulla, a livello emozionale sì, perché arrivare in questi stadi e contro squadre top e fare risultato è importante. Dalla sconfitta con l'Atalanta siamo usciti con sensazione di superiorità. Ed è quello che ho detto ai ragazzi anche prima dell'Inter. Possiamo vincere o perdere, ma dobbiamo uscire dallo stadio sempre con la sensazione di superiorità». Detto, fatto. Servirà avere questa forza mentale anche questa sera. Perché sarà la prima partita quest'anno senza Pellegrini nella formazione titolare, equilibratore di una squadra che a volte tende ad allungarsi. Partirà dall'inizio Zaniolo, alla ricerca del primo gol stagionale: «Dà tutto alla squadra e anche difensivamente lavora tanto. Uno che fa tutto questo è normale che non faccia 20 gol a stagione. Per noi è importante ma se segna di più o di meno non conta, non mi interessa». Forse sarà più interessato a sapere che il Var di questa sera, Pol van Boekel, è lo stesso di Inter-Barcellona. Per informazioni chiedere a Xavi.
 

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