Roma, un mercato in fasce

Venerdì 25 Maggio 2018 di Stefano Carina
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In tempi non sospetti e con il terzo posto ancora in ballo, Di Francesco era già uscito allo scoperto: «Nel mercato l’allenatore è importante per far capire al club cosa vuole». Della serie: servono interventi mirati, dei quali voglio essere partecipe. Perché è inutile girarci intorno: l’assenza di un esterno alto a destra di piede mancino, in attesa dell’esplosione di Under a gennaio, s’è fatta sentire. Non era il ruolo di Schick quando è stato acquistato e non lo è diventato nemmeno durante la stagione. Il problema dunque si ripropone per il prossimo anno perché soltanto il giovane turco non può bastare. Senza contare che l’intenzione è di muovere qualcosa anche a sinistra. Difficile infatti la permanenza congiunta di Perotti e El Shaarawy. L’argentino non disdegna un ritorno al Boca Juniors; il secondo invece ha diverse offerte. Ça va sans dire che l’ultima parola spetterà alla Roma che prima di muoversi in uscita deve capire come rimpiazzare l’eventuale partenza. Le idee a Trigoria sono abbastanza chiare: uno dei nomi più caldi è quello di Kluivert, esterno mancino dell’Ajax abile a rientrare sul piede destro. Proprio l’identikit che cerca Eusebio. In Olanda i giallorossi vengono dati in pole e la conferma arriva dalle parole dell’ex interista Van Der Meyde a Teleradiostereo: «Justin per me andrà alla Roma. In Olanda se ne parla, anche oggi i giornali non hanno dubbi, per tutti Kluivert giocherà a Roma». In realtà molto dipenderà dall’agente Raiola che in questa vicenda, come in altre passate, indirizzerà la decisione del suo assistito. 
APPUNTAMENTO IN VISTA
Servono però gol a destra. E il primo nome di Di Francesco non è cambiato: Berardi. Rispetto allo scorso anno, quando il Sassuolo lo valutava 40 milioni, il costo del cartellino è inevitabilmente sceso. Ma una stagione fallimentare (4 reti in 31 presenze) non annulla il talento di un ragazzo che a 20 anni e 9 mesi (fine 2015) aveva già realizzato 30 gol in serie A collezionando appena 59 presenze. Ora lo score è aggiornato a 47 centri e 36 assist in 142 partite, con la sensazione che la crescita si sia interrotta (al netto dei numerosi infortuni: out 36 partite dal 2015-16). Il motivo è semplice: Berardi vuole andare via. Non c’è riuscito la scorsa estate, lo farà adesso. E il suo obiettivo è quello di tornare a lavorare con Di Francesco. Due volontà però non sono garanzia dell’happy end. Ora tocca ai club trovare un’intesa. Roma e Sassuolo inizieranno a parlarne in questo weekend, visto che è in agenda un appuntamento tra le due società. Eusebio ci spera. Lo scorso anno, prima di approdare alla Roma dichiarò: «Sono due anni che Mimmo è pronto per una big». Giudizio condiviso dall’ex ct Sacchi: «Talento straordinario, è un giocatore moderno».
IN PRESSING SU PELLEGRINI 
Che tra l’altro ha soltanto 23 anni. Uno in meno di Talisca (che ieri ha gelato Trigoria: «La mia preferenza va alla Premier») e due in più di Pellegrini. Il pressing sul centrocampista continua. Oltre alla Juventus, disposta a pagare la clausola, c’è anche l’Arsenal. Il futuro a Roma si gioca più che sui soldi sulla crescita tecnica. Lorenzo aspetta di parlarne al più presto con la società. Ma al momento non ha sentito ancora nessuno. E osserva incuriosito - il riferimento è a Cristante - le mosse di Monchi. Ds che è sicuro di incassare a breve due sì: quello del difensore Marcano e di Massara (lusingato dal Verona). 
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