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Roma, a Mou manca ancora un regista

Roma, a Mou manca ancora un regista
di Stefano Carina
3 Minuti di Lettura
Sabato 21 Agosto 2021, 07:30

 Non ha parlato per 40 giorni. Ma in 48 ore è stato capace di ricordare per tre volte che gli «manca ancora qualcosa». Del resto Mourinho è fatto così. Dietro una carezza («Mercato fantastico») è capace di girare il palmo della mano e metterti sul piatto la nuda realtà («...ma di reazione, non programmato»). Lo fa giocando col tempo («Magari quello che serve arriverà l’estate prossima»), abbassando di pari passo l’asticella delle aspettative («...così penseremo alla seconda stagione in modo diverso») e non dimenticando i dettami di uno dei filosofi più celebri del Rinascimento francese, De Montaigne: «La parola è per metà di colui che parla e per l’altra metà di colui che l’ascolta». José, maestro di comunicazione, lo sa bene. E uscendo allo scoperto ha voluto parlare chiaro. Non ai Friedkin o a Pinto, con i quali si relaziona quotidianamente. Ma con media e tifoseria. Perché forse quanto detto prima del suo sbarco a Roma («Se uno pensa che il progetto sarà, ‘Domani arrivo e dopodomani vinciamo’... beh, questo non è un progetto») o il giorno della presentazione alla Terrazza Caffarelli («Noi parliamo di tempo, voi di titoli»), è stato già dimenticato. E in effetti non c’è intervista o conferenza nella quale non gli venga chiesto «se questa può essere la stagione per regalare un sogno alla Roma». Allora tanto vale ricordarlo. Si continua infatti a parlare di successi quando la rosa non è completa. Manca il regista ma non solo. Perché lo Special One non disdegnerebbe nemmeno l’arrivo di un altro terzino destro che possa alternarsi con Karsdorp, mandando Reynolds a fare esperienza. E in ballo, anche se adesso l’idea appare accantonata, c’era anche di acquistare un «difensore di spessore». Tanto vale allora essere chiari, ricordando la base di partenza: «Abbiamo finito 29 punti dietro l’Inter, a -16 dalla Champions, e siamo reduci da due stagioni chiuse al sesto (quinto, ndr) e al settimo posto. Ci saranno pareggi e qualche sconfitta anche se dovremo affrontare ogni partita pensando di poterla vincere». 
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Si fa quindi branco verso l’esterno ma per certi versi si rimane lupi solitari all’interno. Perché è chiaro che un messaggio del genere nasconda anche una sorta di Cicero pro domo sua. Abbassando le aspettative, tutto quello che arriverà sarà merito del suo lavoro e della squadra. La speranza, però, di venire accontentato rimane. Il risparmio sugli ingaggi, più qualche uscita (Olsen verso lo Sheffield, Bianda al Nancy, Santon tra Salernitana, Sivasspor e Antalyaspor) potrebbe aiutare. Il nome è il solito, Xhaka. L’Arsenal gli ha promesso il rinnovo che tuttavia ancora non è stato ufficializzato. E continua a comprare centrocampisti: dopo Lokonga ecco Odegaard. Il viaggio a Londra di Pinto è servito però anche per capire i margini di manovra per Douglas Luiz, nazionale brasiliano dell’Aston Villa. In scadenza nel 2023, il costo del cartellino si aggira sui 30 milioni. Questa sì una mission impossibile. Anche se è il calciatore che servirebbe. Zakaria e Anguissa (che restano obiettivi di scorta), sono infatti più mediani che registi. Ruolo che ricopre Torreira. Ricorda tanto il ‘Pek’ Pizarro che nella Capitale ha lasciato un segno indelebile. Ma Mou, oltre alle geometrie, in quella posizione chiede fisicità. Peculiarità che non manca ad Abraham. Il centravanti continua ad allenarsi da solo per seguire la quarantena light impostagli dalla asl. Il paradosso vuole però che domani, rispettando il protocollo casa-lavoro-casa, potrà giocare all’Olimpico, visto che il match è classificato come «evento lavorativo». Contro i viola, recupera anche Villar.

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