Rizzoli sbaglia e fa sbagliare, Orsato: prova da numero uno

Lunedì 17 Ottobre 2016 di Roberto Avantaggiato
ROMA Dicono, le statistiche dell'IFFH (l'International Federation of Football History & Statistics), che Nicola Rizzoli sia l'arbitro numero uno al mondo. Finali mondiali, finali di Champions e di Europa League per lui, che in Italia, però, non riesce proprio a mettersi sullo stesso piedistallo che fu di Collina. La leggerezza commessa ieri a San Siro da arbitro di porta (figura sempre più inutile, visto anche il macroscopico errore di Mazzoleni all'Olimpico di Roma) dopo una manciata di secondi, è davvero inspiegabile, con quel rigore che ha fatto sgranare gli occhi a tutti e fatto fischiare a Valeri per un lieve contatto tra Bruno Alves e Icardi, con quest'ultimo che si lascia abbondantemente cadere. Un errore che conferma l'idea che per Rizzoli sia giunto il tempo degli addii, che nell'Aia è giunto il momento di pensare a far confezionare la targa ricordo per salutare con tutti gli onori un direttore di gara che ha fatto ormai la sua parte e che ora, con la sua presenza, rischia soltanto di frenare l'ascesa di altri arbitri. Basti pensare a Rocchi, un potenziale primo relegato al ruolo di eterno secondo, al quale Rizzoli (e con lui l'Aia) non ha ha lasciato neppure le briciole - vedi finale di una coppa europea. Oppure allo stesso Tagliavento, che dopo aver toccato il cielo con un dito, è stato subito ricacciato (anche per proprie colpe, sia chiaro) tra le riserve. Per fortuna, Daniele Orsato, il Daniele Orsato visto anche sabato a Napoli, sembra avere una personalità adatta a non farsi stritolare e per ambire a diventare (magari rinunciando a qualche ringhio di troppo) al ruolo di numero uno, almeno in Italia.
  Ultimo aggiornamento: 10:35

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