Razzismo, insulti a Marega, che abbandona il campo. La solidarietà della Roma Video

Lunedì 17 Febbraio 2020
Razzismo, insulti a Marega, la solidarietà della Roma. Video
Il solito razzismo, stavolta nei confronti di Marega, attaccante del Porto. Il fatto: Nel corso della partita tra Vitoria Guimaraes e Porto, vinta per 2-1 da quest'ultimi grazie a una rete di Moussa Marega al 60'. Un minuto dopo il gol il 28enne maliano ha lasciato il campo in segno di protesta dopo essere stato vittima di insulti razzisti per tutto il match. Marega aveva festeggiato la rete indicando la propria pelle in risposta alle offese che arrivavano dagli spalti, reagendo poi con gestacci rivolti a chi lo stava insultando. La situazione degenera: l'arbitro Luis Miguel Branco Godinho punisce la sua reazione mostrandogli il cartellino giallo. Insultato e ammonito, il giocatore abbandona il campo manifestando tutta la sua rabbia. La solidarità arriva da più parti. Anche dalla Roma, che ha voluto mostyrare vicinanza con un tweet, stigmatizzando l'accaduto. «L'As Roma si schiera con fermezza al fianco dell'attaccante del Porto Moussa Marega. Abbiamo tutti la responsabilità di combattere il razzismo e di reagire a ogni sua manifestazione». Lo scrive il club su Twitter, dopo il caso di cui è stato protagonista il 28enne maliano, che ha lasciato il campo in segno di protesta dopo aver segnato il gol della vittoria contro il Vitoria Guimaraes ed essere stato contemporaneamente vittima di insulti razzisti per tutto il match. Marega, in particolare, ha lasciato il campo disgustato dopo essere stato ammonito dall'arbitro per aver reagito ai cori razzisti.

 



Ecco il tweet della Roma. 

 


La solidarietà di Wenger. «I club dovrebbero fare di più per educare i propri sostenitori». È l'opinione dell'ex tecnico dell'Arsenal, Arsene Wenger ai Laureus Awards sui cori razzisti al giocatore del Porto Moussa Marega. Secondo il manager francese gli autori dovrebbero anche essere trovati velocemente: «Ci sono abbastanza metodi moderni per trovare queste persone ed escluderle dalle partite». «Anche io ho subito dure contestazioni ma ho reagito concentrandomi ancora di più sul mio lavoro. Non te ne puoi andare via ogni volta», ha aggiunto Wenger. Il francese teme che gli insulti razzisti potrebbero «diventare uno strumento per interrompere» le partite da parte di alcuni fan. «Certamente sono contrario ad ogni forma di razzismo, perché è una forma di violenza, ma penso che potrebbe essere uno strumento facile per fermare il gioco ogni volta», ha aggiunto Wenger. «Dobbiamo identificare i colpevoli e punirli severamente. Questo è il primo passo per me».
Ultimo aggiornamento: 17:47
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