Psg-Marsiglia, la Francia sotto choc attende punizioni esemplari

Un momento della rissa in Psg-Marsiglia
di Francesca Pierantozzi
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Martedì 15 Settembre 2020, 07:30

PARIGI Non serve la pandemia, non serve lo stadio mezzo vuoto (4mila spettatori in tutto sugli spalti), non serve nemmeno l’emozione di tornare in campo e debuttare con il più “classique” dei match del campionato di Francia, il derby nazionale Paris Saint Germain-Olympique Marsiglia: le vecchie abitudini sono dure a morire. E così domenica sera non solo la partita è cominciata con dei vistosi striscioni omofobi inneggianti in vario modo alla sodomia degli avversari (e provocando la reazione del ministero dello Sport), ma è pure finita in rissa, con calci, botte, cinque espulsi, e, per non far mancare niente, i cari vecchi insulti razzisti. Il fatto che il Marsiglia abbia espugnato Parigi dopo nove anni è quasi passato inosservato. “Imbecilli” ha titolato l’Equipe, per definire scientificamente i calciatori saldamente attaccati alle peggiori tradizioni nonostante gli sconvolgimenti planetari.
I FATTI
L’insulto del quotidiano sportivo francese avrebbe potuto essere anche più duro, stando a quello che si è visto poi, durante la notte tra domenica e lunedì, quando Neymar, protagonista di una non brillante prestazione prima di essere espulso per fallo su Alvaro Gonzalez, ha spiegato via twitter il suo stato d’animo: «L’unico rimpianto che ho è non aver dato una bella pezza in faccia a quello stronzo» (sottinteso: Alvaro). Il brasiliano ha poi spiegato di essere stato oggetto di insulti razzisti per tutta la partita e di aver reagito quando Alvaro lo ha chiamato scimmia, “macaco”, attributo che gli argentini amano riservare ai vicini-rivali brasiliani. Neymar invoca adesso la severità della Lega. Una prima ricostruzione dei labiali in campo, rivelano che il brasiliano ha contestato il cartellino rosso ritenendolo ingiusto prima col guardialinee: «Il razzismo no! Non ci deve essere razzismo, accidenti alla Ligue 1. Diciamo pure tutto, ma non questa roba!». E poi, rivolto all’arbitro: «Dovrebbe guardare Alvaro. È un razzista schifoso, per questo l’ho colpito».
CONSEGUENZE
Neymar ha chiesto chiaramente alla Lega di andarsi a rivedere tutti i labiali, per trovare conferma della “scimmia” che si sarebbe beccato in campo: «Col Var è stato facile vedere quello che ho fatto io, adesso però voglio che vadano anche a vedere quando mi ha trattato da “figlio di una scimmia”». Se Alvaro dovesse essere riconosciuto colpevole di razzismo, rischia fino a dieci giornate di squalifica, visto che la Federazione ha rafforzato il suo arsenale punitivo per arginare il razzismo in campo. Sull’altro fronte, Alvaro ha negato ogni accusa e ha anche postato – probabilmente considerandolo un segno di sicura innocenza – una foto con i suoi compagni di squadra neri. Spetterà alla commissione di disciplina della Lega decidere. In un comunicato il Psg ha auspicato che «piena luce sia fatta su quanto accaduto». Il Marsiglia, da parte sua, vorrebbe che si parlasse più del risultato. Il tecnico André Villas-Boas ha ripetuto che «non ci deve essere spazio per il razzismo nel calcio, ma sinceramente non mi pare che sia successo qualcosa in campo...».

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