Protocollo Covid per lo sport, stop squadra con 35% positivi: isolamento e test per 5 giorni per i contatti ad alto rischio

Vezzali: «Ora procedure uniformi per tutte le Asl»

Protocollo Covid per lo sport, stop squadra con 35% positivi: isolamento e test per 5 giorni per i contatti ad alto rischio
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Mercoledì 12 Gennaio 2022, 15:53 - Ultimo aggiornamento: 19:15

Non passa giorno senza un nuovo allarme o annuncio di altre positività tra i giocatori, ma il calcio italiano, così come il basket e gli altri sport di squadra, potrebbe aver trovato un punto fermo nella tempesta della pandemia che rischiava di fermarlo di nuovo. È il nuovo protocollo anti-Covid approvato nella Conferenza Stato-Regioni, e atteso venerdì al vaglio del Cts, che detta regole più chiare sulla gestione dei contagi, sia per le squadre, sia per le Asl: la principale è la percentuale del 35% di atleti positivi per poter far scattare il blocco di tutta una squadra. «Così le Asl avranno una procedura uniforme», di Vezzali, mentre il presidente Figc, Gravina, applaude aspettando «l'ok del Cts» e Petrucci esprime la soddisfazione del basket. Punto focale, e più dibattuto, era appunto quello della percentuale di positivi oltre il quale far scattare il blocco dell'intero gruppo squadra e tra le opposte esigenze si è trovato un compromesso che fissa tale limite al 35% dei componenti gruppo atleti, che nella rosa di una squadra di calcio equivale a circa 11 contagiati.

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Protocollo sport

Nei club di A il numero di contagiati è ancora alto, anche se ci sono casi di negativizzazioni. La Fiorentina ha annunciato un altro positivo, senza far nomi per la privacy, e così anche la Roma, che parla di mancanza di sintomi ma non di vaccinazione completata: non è dunque escluso possa essere il no vax di cui si era parlato nei giorni scorsi, e nel caso una volta superata la positività cadrenne l'ostacolo green pass.

No vax

Il tema no vax, per quanto minimo in percentuale, rimane capitolo aperto nel calcio e negli altri sport di squadra. Quanto alle regole generali, il mondo del pallone puntava ad una percentuale maggiore, fino al 50%, ma la mediazione, portata avanti per giorni dalla sottosegretaria allo Sport insieme con i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e i rappresentanti della federazioni, ha permesso ai tecnici di stilare nelle ultime ore un documento che sembra poter sostenere anche lo sguardo severo del Cts.

Isolamento per i positivi

Nel protocollo sono indicati chiaramente gli obblighi di isolamento per i positivi e le regole di gestione dei contatti 'ad alto rischiò e a 'basso rischiò, il tutto per favorire il più possibile, in grande sicurezza, la partecipazione gli allenamenti e le partite. «È un documento che prevede una procedura uniforme per tutte le Asl e quindi garantisce il corretto e regolare svolgimento dei campionati», ha sottolineato Vezzali dopo il via libera all'accordo da parte della Conferenza Stato-Regioni, esprimendo la sua soddisfazione per un «risultato importante raggiunto con l'ascolto delle esigenze del mondo dello sport».

«Il calcio ha bisogno di dialogo, di regole chiare e di responsabilità e il nuovo protocollo nasce su queste basi - le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina -. Auspico che anche il Cts riconoscerà l'impegno e gli sforzi quotidiani del nostro movimento per la tutela della salute». «A questo punto si può dire che gli ostacoli maggiori siano stati superati - ha detto il presidente della Fip, Gianni Petrucci -. Di fronte a tale lavoro non riuscirei a comprendere una non condivisione da parte del Cts».

Il clima si era surriscaldato per le tante partite saltate, o giocate da squadre con tanti Primavera, per i ricorsi e le recriminazioni. La decisione della Serie A di ridurre per le prossime due giornate l'accesso agli stadi, limitandolo a 5.000 spettatori, è stato un segnale di responsabilità, raccolto oggi anche dalla serie B - subito fermatasi con il moltiplicarsi dei contagi - che ha deciso di fare lo stesso per i due turni che segnano la ripartenza, il primo sabato prossimo. Ben accetta, da Cts e tecnici al lavoro per i protocolli, è stata anche la lettera della Lega serie A ai club con l'invito alle terze dosi, pur di fronte a percentuali ridottissime di renitenti. Domani i presidenti si riuniranno in una nuova assemblea, e il documento verrà vagliato per un prossimo aggiornamento del protocollo del campionato. «Fermare la serie A non è cosa da sottovalutare. Dobbiamo preservarla con le giuste attenzioni e un nuovo protocollo che farà finire il campionato con tranquillità», aveva detto in mattinata il presidente dell'Assocalciatori, Umberto Calcagno. La risposta al suo auspicio sembra pronta.

 

 
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