Gol, campioni e follie. Il paese delle meraviglie è sempre la Premier

Gol, campioni e follie. Il paese delle meraviglie è sempre la Premier
di Benedetto Saccà
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Domenica 29 Agosto 2021, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 15:25

 Spiacenti: il paese delle meraviglie del calcio, come tra l’altro ci insegnerebbe Lewis Carroll, rimane sempre, e comunque, e soltanto l’Inghilterra. Possono passare le estati, gli inverni, le Brexit e pure lo spazio Schengen, ma la Premier League resta sempre il sole di un’altra galassia – ormai maledettamente inavvicinabile dagli altri tornei. Nonnonnò: niente le può ormai sottrarre quote e porzioni di fascino&carisma, se mai a lei riesce il prodigio di moltiplicare le tonnellate di fantasmagorica spettacolarità di cui l’andare del destino le ha permesso di disporre in totale nonchalance. Magnifica: più di ieri e meno di domani, ecco. In fondo è bastato sbirciare le partite di ieri per ricevere promesse di incanto. Un esempio. Lasciar cadere lo sguardo sul Manchester City di Guardiola comporta (nell’ordine) i benefici di un weekend lungo alle Seychelles, ma anche l’effetto collaterale dei ritorni in città e, per estensione, della presa di coscienza di aver gli occhi calamitati da una Serie A maledettamente piccina. Anche perché va saputo che dall’inizio dell’estate, in sede di calciomercato, le venti squadre inglesi hanno speso – mettetevi comodi – 1.122.535.000 euro. Un miliardo e cento, e ancora non è finita. E le punte (in senso stretto e in senso lato) di diamante sono state Grealish e Lukaku. E così. Davanti a 52.276 privilegiati, per dirne un’altra, il City ha vandalizzato l’Arsenal in casa (5-0), decollando in verticale grazie alle doppietta di Torres e ai gol di Gundogan, Gabriel Jesus e Rodri. In un’oretta il City ha notificato urbi et orbi le ragioni per cui non avrebbe avuto alcun bisogno di un tipo come Cristiano Ronaldo; e poi ha impartito lezioni di calcio e di vita ai Gunners, costringendoli a vivere quarti d’ora sinceramente complicati e il peggior avvio di stagione della storia, punteggiato da tre sconfitte in sequenza e da un rotondissimo zero in tema di gol segnati. Tanto per festeggiare il rinnovo del contratto, poi, Xhaka ha pure pensato bene di farsi espellere. Da segnalare che all’Etihad Stadium sono state inaugurate le statue (sì: statue...) di Kompany e David Silva. Invece, ad Anfield, è stato sfoggio impudente di calcio nel cuore di una mareggiata di corse, tattica, tecnica, risse, traverse, mezzi miracoli, intensità e volumi di gioco. Partita da 80 megawatt di potenza. Ma siccome la potenza è niente senza il controllo, ecco che a orientare la bussola sono stati Havertz del Chelsea e poi Salah del Liverpool su rigore – al minuto 50 del primo (primo, già) tempo. Espulso James. Quanto a Lukaku, non è piaciuto. Oltre ai Blues e ai Reds, in vetta alla classifica si è arrampicato anche il West Ham, che ha pareggiato (2-2) con il Crystal Palace sfruttando l’eclettismo di Michail Antonio, ora addirittura capocannoniere con quattro centri. Bene (a tratti benissimo) anche l’Everton, che ha asfaltato il Brighton (2-0) ed è volato a quota 7 al pari delle altre capolista.
IL PROGETTO SUPERLEGA
Intanto, a proposito di squadroni, il giornale tedesco Spiegel ha rivelato che il gran progetto della Superlega cova ancora sotto la cenere delle smentite e delle rassicurazioni. L’agenzia Flint, del resto, sarebbero stati ingaggiati dalla società costituita dalla Juventus, dal Real Madrid e dal Barcellona per disegnare di nuovo, magari con una mano più accorta, le linee e i perimetri di un nuovo e ipotetico torneo. Ammorbidendo la rigidità di un campionato bloccato e agendo sul meccanismo delle promozioni e retrocessioni, potrebbero aprirsi nuove vie. Idee.

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