Plusvalenze fittizie, il Chievo si ribella: «Siamo puliti, ricorreremo»

Giovedì 13 Settembre 2018
«Siamo stupiti e contrariati dall'esito della sentenza odierna. Siamo fermamente convinti, oggi più che mai, che la società abbia sempre agito con correttezza e trasparenza, e che le indagini della procura non siano state fatte correttamente»; così il Chievo, per bocca del suo legale difensore, Marco De Luca, commenta la sentenza di primo grado resa nota oggi dal Tribunale federale sul processo che lo vede coinvolto per presunte plusvalenze fittizie. «Riteniamo che il Chievo non meriti questa ridotta penalizzazione, frutto peraltro, con tutta evidenza, della consapevolezza, da parte del Tribunale, della debolezza della tesi accusatoria. Ricorreremo quindi in appello, fiduciosi che la giustizia sportiva saprà alla fine riconoscere le nostre ragioni».

«In ogni caso - aggiunge il legale commentando la penalizzazione di 3 punti da scontarsi nella stagione in corso - al di là di tutte le considerazioni di merito, resta il fatto che riteniamo il deferimento nei confronti del Chievo nullo per le ragioni già espresse ieri in udienza e segnatamente perché l'unico soggetto legittimato a firmare il relativo atto sarebbe stato il procuratore Giuseppe Pecoraro che invece non lo ha fatto, né ha dedotto alcun impedimento come previsto dal Codice di Giustizia Sportiva».
Ultimo aggiornamento: 23:35


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