Terzo mandato, Platini eletto ancora presidente della Uefa. «La violenza nel calcio? Va combattuta, ma non da soli»

Terzo mandato, Platini eletto ancora presidente della Uefa. «La violenza nel calcio? Va combattuta, ma non da soli»
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Martedì 24 Marzo 2015, 13:18 - Ultimo aggiornamento: 16:04

Michel Platini è stato rieletto presidente dell'Uefa al termine delle votazioni dei delegati che hanno preso parte al Congresso della confederazione calcistica europea, a Vienna. Per l'ex fuoriclasse della Juventus, in carica dal 2007 e che è anche vicepresidente della Fifa, sarà il terzo mandato. Nel suo intervento, Platini ha fra l'altro lanciato un grido d'allarme per l'aumento degli atti di violenza sugli spalti degli stadi europei, sottolineando l'aumento delle forme di estremismo.

«Abbiamo bisogno di sanzioni più severe a livello europeo - ribadisce il presidente- abbiamo bisogno della la creazione di una forza di polizia per lo sport europeo». Il calcio è «uno sport aperto che aiuta l'integrazione e abbraccia la diversità, una 'scuola di vità che insegna l'importanza della condivisione, della tolleranza e delle pari opportunità».

«Una delle nostre sfide, perciò, è quella di assicurarci che il calcio continui a recitare quel ruolo di creatore di legami sociali. Ogni paese in Europa deve essere nella posizione migliore per aiutare i bambini che vogliono fare una sola cosa, la cosa più bella di tutti: giocare a calcio», osserva ancora.

Per essere efficace all'esterno, il calcio deve essere solido e credibile all'interno. «È essenziale che i contratti di tutti i calciatori professionisti europei siano rispettati e che gli impegni siano onorati. Stabilire condizioni minime per proteggere i giocatori è una questione di principio», dice rivolgendosi alla platea. «I portatori di interesse non devono mai essere visti come nemici. Sono nostri partner. E credo sia arrivato il momento di garantire a tutti, o almeno a qualcuno di loro, lo status che meritano». «Sono convinto che abbiamo raggiunto la maturità, un buon livello di saggezza, di fiducia reciproca e senso comune. In altre parole, è tempo di invitare qualcuna di quelle nicchie della famiglia a unirsi al tavolo principale - l'equilibrio in termini di rappresentatività deve essere ancora deciso», dice.

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