Pedri, il ragazzino che gioca
con la precisione di un sarto

Pedri, il ragazzino che gioca con la precisione di un sarto
di Benedetto Saccà
3 Minuti di Lettura
Lunedì 5 Luglio 2021, 07:30

Come un giorno notò Vidal Sassoon (per i curiosi: era uno stilista) e ormai ripetono puntuali le serie tv americane, l’unico posto in cui successo viene prima di lavoro è il vocabolario. O meglio. Non quello italiano, come si capisce. Però, ecco, quello inglese sì – e anche quello spagnolo, a pensarci bene: dove in effetti éxito anticipa trabajo di diverse tonnellate di pagine. Ne deve aver intuito il senso molto in fretta anche Pedro Gonzalez Lopez, detto Pedri, anni 18, centrocampista di inimitato talento, dipendente del Futbol Club Barcelona dal 1° luglio del 2020 e ora, soprattutto, stellina della Spagna e quindi rivalissimo dell’Italia nella semifinale di Euro VentiVenti. Immensamente pirotecnico nel divulgare il suo dilagante magistero, il piccolo (e gigante) Pedri discende e risale la scala tonale della propria nobiltà tecnica con l’imbarazzante e (francamente) derisoria facilità di un 33enne annoiato di vincere. Ma comunque. Poiché sempre drammatico è rinchiudere l’artista nel recinto di una categoria, bisogna sapere che Pedri è un calciatore che abita le radure della mezzala, ma ha ricevuto in sorte la virtù di saper attaccare da qualsiasi fetta del campo. E poi. Dribblare, sa dribblare. Controllare il pallone, sa proprio coccolarlo. Servire compagni e illuminare spazi bui, sa farlo con la precisione del sarto. «E contro l’Italia sarà un partitone, la semifinale è un sogno», ha pronosticato ieri.
PROVINI E NEVICATE
Insomma. È un campioncino – tanto che, in ossequio alla pura amenità, in Spagna (e specie in Catalogna) viene goffamente paragonato circa 70/80 volte al giorno, indovinate un po’?, a padri costituenti tipo Xavi e a Iniesta (vabbè: gente inarrivabile in saecula saeculorum). Nondimeno va appuntato che Pedri è mooolto giovane, giacché è nato il 25 novembre del 2002 (non ha vissuto l’Undici Settembre, tanto per capirsi...), ma – a gran sorpresa – non è un figlio della Catalogna (come la perfetta sceneggiatura prescriverebbe) bensì di Tegueste, isola di Tenerife, Canarie. A mollo nell’Atlantico. Naturalmente ha già sbriciolato variegati record di precocità tra gol e debutti con la Spagna e il Barça. Sappiamo pure che è cresciuto nel Las Palmas; fino a quattro mesi fa non aveva mai visto la Roja; e forse andrà alle Olimpiadi con l’Under 21. Ma siccome la leggenda è sempre foderata di misteri, taluni esoterici aneddoti contribuiscono a far detonare la fiaba di Pedri. Si narra che un dì il Real lo abbia invitato a Madrid per un provino, prima del passaggio al Barça. Eppure... Eppure il beffardo destino aveva già deciso altrimenti: e allora fece nevicare sulla città, rendendo (in un colpo solo) disumani i campi e tragico il provino. E non solo. Nello scorso ottobre, non ancora 18enne, il piccolo Pedri esordì in Champions col Barça, trovò subito la rete e poi, per tornare a casa dal Camp Nou, prese...un taxi. Infatti, da quel giorno, i bambini hanno un nuovo supereroe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA