Paulo Fonseca bloccato a Kiev con la famiglia: «Mi hanno svegliato le esplosioni. Impossibile lasciare il paese»

Paulo Fonseca bloccato a Kiev con la famiglia: «Mi hanno svegliato le esplosioni. Impossibile lasciare il paese»
di Gianluca Lengua
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Giovedì 24 Febbraio 2022, 16:16 - Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 09:25

Paulo Fonseca racconta la guerra da Kiev. L’ex tecnico della Roma si trova nella capitale ucraina, Paese sotto attacco delle forze militari russe: «Ciao a tutti, siamo a Kiev, io e la mia famiglia, è vero. È un momento difficile, per me la guerra è inaccettabile», ha detto il portoghese. Fonseca si trova a Kiev assieme alla moglie Katerina Ostroushko e al figlio Martin: «Credo che la pace vincerà, dobbiamo crederci in maniera forte. Ho ricevuto tanti messaggi dal Portogallo e dall'Italia. Ringrazio tutti per il pensiero che avete avuto per me e per la mia famiglia. Spero di rivedervi presto tutti, un abbraccio». Fonseca è sposato con Katerina che ha conosciuto nel 2017 quando era allenatore dello Shakhtar, lei è stata una presentatrice e conduttrice televisiva, ha lavorato il ruolo di addetto capo dell’ufficio stampa del magnate ucraino Rinat Akhmetov e ha lavorato per Ukraine un grande gruppo editoriale ucraino.

Il tecnico in un’intervista al sito Jn.pt ha poi raccontato la sua esperienza: «Mi sono svegliato alle cinque del mattino con cinque esplosioni di seguito. Avevo un volo in programma per oggi, ma ora è impossibile uscire dal Paese, perché gli aeroporti sono già distrutti e lo spazio aereo è stato chiuso», ha detto ancora il portoghese. «Al momento, puoi lasciare Kiev solo via terra e tutti stanno cercando di scappare a Leopoli, una città vicino alla Polonia. Le strade sono completamente ferme, perché è impossibile spostarsi con così tante macchine. Le code sono enormi. E poi non c'è più benzina. Non ci resta che pregare che non cada una bomba accanto a noi. Sinceramente non so come uscirò da qui». 

Fonseca e la sua famiglia si trovano in un hotel di Kiev in cui c’è anche lo Shakhtar Donetsk: «Nel cielo volano diversi aerei militari in continue manovre. Questo è il giorno peggiore della mia vita. Ci sono file enormi nei supermercati, la gente compra di tutto. Non è rimasto molto».

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