Il Parma raggiunge il Brescia solo nel finale

Il Parma raggiunge il Brescia solo nel finale
di Vanni Zagnoli
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Il quarto gol stagionale di Balotelli non basta, sfuma a 2’ dalla fine del recupero la seconda vittoria del Brescia nella storia, a Parma, in serie A. Nel ’98 passò per 3-1 contro la squadra di Ancelotti eppure retrocedette, oggi con questo 1-1 resta in zona B, dov’è finita dopo il buon inizio. Il successo era meritato per pressione e qualità di occasioni, sfuma per lo spazio concesso da Cistana a Grassi, bresciano di Lumezzane, cresciuto però nell’Atalanta. 

Al Parma manca sempre quel quid per spiccare il volo in casa, resta a capeggiare il gruppo che dovrebbe battersi per il settimo posto, in genere sinonimo di Europa league.

Solo per questa volta la squadra di D’Aversa indossa la maglia della Parmense, di mezzo secolo fa, quando la società era fallita e con quella denominazione giocò la serie D. Veniva dalle vittorie esterne a Genova con la Sampdoria e a Napoli, dove aveva pure trovato un gol in extremis. In regia c’è Brugman, per l’infortunio al polpaccio di Scozzarella.

Il Brescia si aggiudica il 10° punto esterno sui 14 in faretra, con il ritorno di Corini aveva messo in fila due vittorie, anche così si spiegano i 2500 spettatori al seguito. Balotelli è in panchina per un affaticamento muscolare. 

Sarebbe la partita di Tommaso Ghirardi, l’ex presidente del crack del Parma ora è vicino a Cellino, al punto che il cugino Aldo Ghirardi è nel cda delle rondinelle. “Ma è un avvocato - ci spiegava Tommaso -, non c’entra con me”. E puntuale arriva il coro della curva contro il presidente dell’Europa conquistata ma non giocata.

In maglia verde, il Brescia calcia subito con Spalek (Sepe blocca) e poi aspetta, non vuole lasciare campo alle ripartenze mortifere degli emiliani. Convocato da Mancini in nazionale, Cistana fa grande attenzione su Kulusevski e su Gervinho. Le rondinelle giocano molto sulla destra, con Sabelli e la coppia gol della promozione, Torregrossa e Donnarumma, lì peraltro lo svedese Gagliolo è in ottima condizione. Spalek contrasta Brugman, in maniera da ostacolare la costruzione della manovra di casa. Se il Parma ha un problema, è proprio quando deve fare la partita, soprattutto al Tardini, non alza il ritmo. Lo accende all’improvviso, come sempre, il destro di Gervinho è secco, il finnico Joronen ci arriva. E poi respinge la conclusione di Kulusevski, già da grande squadra ma non sempre coinvolto nella manovra. Il match si apre, Brugman sbaglia il retropassaggio, Donnarumma aggira Sepe ma calcia fuori, è stato precipitoso.

Se Hernani non c’entra la porta, Donnarumma dà un saggio del potenziale atletico con un destro di poco alto. Ogni azione è un tiro, come fosse basket, anche Kulusevski ci prova, alto. D’Aversa scambia gli esterni d’attacco, Gervinho va a destra ma non decolla. E’ dubbia la punizione che chiude il primo tempo, il contrasto del venezuelano Chancellor su Sprocati, in ombra, calcia il 38enne Bruno Alves, alto.

Si riparte con il palleggio bresciano, Tonali alza il baricentro e da corner sbagliato dal Parma crea un’occasione. Fuori Gervinho, per il solito problemino muscolare, entra Grassi perchè D’Aversa vuole soffrire meno a centrocampo, con passaggio al 4-4-2 e Darmian che torna in difesa. Joronen sbaglia l’uscita, Alves va in pallonetto, Sabelli respinge di testa. 

Anche Alfredo Donnarumma avverte problemi muscolari, tra freddo e campo duro, entra Balotelli e il Brescia insiste nel provare a vincerla. I crociati sbagliano troppi passaggi, Mateju libera Spalek davanti alla porta ma è fuori equilibrio e mette fuori. Balotelli calcia una punizione da lontano, troppo debole. Torregrossa dalla destra, Hernani devia e Mario è pronto al tocco sottomisura e in posizione regolare. Sullo 0-1, D’Aversa si gioca la carta Kucka, per Brugman, lontano dai livelli di Pescara. L’ex milanista è il falso nueve, in mancanza di Inglese, Cornelius e Karamoh, ha pure una palla di testa, gira fuori, ma è in trasferta che può essere più utile in quella posizione. Il sinistro di Kulusevski avvicina il pari. Sbaglia Martella a centrocampo, il macedone-svedese centra per Alberto Grassi che al 92’ insacca in acrobazia: era stato convocato da Di Biagio con la nazionale A, senza tre lunghi infortuni sarebbe almeno titolare.

Corini protesta per una punizione dubbia concessa al Parma, si prende l’ammonizione, manda a quel paese l’arbitro Fourneau che lo espelle. 

E’ il primo pareggio casalingo della stagione per gli emiliani e il primo esterno per il Brescia. Dal ’66, in serie A si è salvato solo con Roberto Baggio, con Corini ce la può fare, nonostante gli 0 punti in tre gare con Fabio Grosso.
 

Domenica 22 Dicembre 2019, 17:32
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