Palestrina esulta con lo Squalo.
Compagnone: «Un grande finale»

Lunedì 10 Giugno 2019 di Tiziano Pompili
Il Palestrina ha vinto i play off di Promozione. Un titolo platonico visto che la società prenestina aveva già incassato la certezza del salto in Eccellenza dopo la vittoria della semifinale con l’Aranova. Ma ieri la squadra di mister Cristiano Di Loreto ha piegato per 3-2 anche il Pontinia, completando l’opera. «In settimana avevamo festeggiato abbastanza e all’inizio della partita la concentrazione non era quella giusta – commenta l’attaccante classe 1987 Vincenzo Compagnone – Poi all’intervallo ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti di fare di tutto per provare a vincere: a inizio ripresa l’abbiamo ribaltata e poi siamo arrivati sul 3-1, poi allo scadere è arrivato il secondo gol degli avversari».
 
Dopo il primo gol del brasiliano Bertoletti, è stato proprio Compagnone a realizzare il 2-1 prima della terza marcatura dell’argentino La Porta. Curiosa l’esultanza dello stesso Compagnone che ha tirato fuori una maschera da squalo. «Da qualche anno mi chiamano Tiburon (che in spagnolo vuol dire squalo), un nomignolo nato da una professoressa di spagnolo per via della “cresta” che portavo al tempo e che ho conservato con piacere». Il Palestrina è stato autore di un grande finale di stagione. «Vincere 14 partite consecutive è stato davvero incredibile. Mister Di Loreto ha avuto grandi meriti, trasmettendoci una grandissima carica caratteriale. Ma al momento del suo arrivo, anche noi ci siamo parlati e ci siamo detti che non era possibile continuare in quella maniera: d’altronde questa è una squadra molto forte».
 
L’ex attaccante del Colleferro ha dato un contributo pesante nonostante la foltissima concorrenza là davanti. «Ho segnato 16 gol in campionato, 3 in Coppa e uno nei play off. Sono contento del mio rendimento, ho rubato con gli occhi ai miei compagni di reparto più esperti, cercando sempre di migliorare. Il futuro? La mia priorità è per il Palestrina, poi ne parleremo nei prossimi giorni con la società».


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