Italia, nuovo stop per Sensi: addio Europeo, c'è la riserva Pessina. Stasera prova generale contro la Repubblica Ceca

Sensi
di Ugo Trani
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Venerdì 4 Giugno 2021, 07:30

Va oltre la classica prova generale. L’Italia affronta la Repubblica Ceca (40° posto nel ranking Fifa) a Bologna, ma l’ultima amichevole prima dell’inizio dell’Europeo, appuntamento all’Olimpico venerdì per la gara inaugurale contro la Turchia, conta più del previsto: Mancini deve capire su chi potrà contare il prossimo 11 giugno. Diversi titolari sono out. Verratti non si sa per quale partita della fase a gironi sarà disponibile, di sicuro non per la partenza nell’avventura continentale. E ieri ha alzato bandiera bianca anche Sensi, dato per recuperato e invece flagellato dalla pubalgia: torna a casa, addio Europeo. Il campione di Italia lascia il posto a Pessina, (sostituzione possibile entro il 10 giugno).

CENTROCAMPO DA RIDISEGNARE
Altro che allungare la striscia dei 26 risultati utili consecutivi e delle 7 vittorie di fila (senza prendere gol da 695 mintuti). Il ct è chiamato a risolvere il dilemma. Doppio, dopo l’ennesimo contrattempo. Non si dovrà più limitare a scegliere solo il sostituto di Verratti, valutando chi è più affidabile. Adesso deve inserire Pessina nello scacchiere, al posto di Sensi: la riserva entra nella lista Uefa, lasciando la maglia 27 per avere spazio da mezzala tra i 26 convocati. Così, il vice Jorginho sarà Cristante. «Vogliamo giocare il maggior numero di partite e arrivare fino a Londra. L’obiettivo è la finale. In una competizione del genere, conterà la condizione fisica». Indicazione inequivocabile per il 4-3-3 da schierare stasera e ancora di più tra sette giorni. «È probabile che la formazione sarà simile a quella del debutto». Senza Verratti, Mancini avrebbe voluto provare proprio Sensi che, invece, si è dovuto arrendere alla pubalgia. «Penso di tener fuori Jorginho: meglio non rischiare. Ne parlerò con lui e decideremo insieme». Avanti, quindi, con Cristante regista, scortato da Barella e Locatelli: Pellegrini ancora non è pronto. Come esterno basso a sinistra Emerson sfida Spinazzola che si è appena ripreso.

RACCOLTO BENEAGURANTE
Il gioco delle coppie, soprattutto in attacco, è intanto alla puntata numero 32, come le partite dell’éra Mancini. Ballottaggio infinito tra Immobile e Belotti per il ruolo di centravanti. Più l’altro a destra tra Berardi e Chiesa e quello a sinistra tra Insigne e Bernardeschi. Non sono in ordine alfabetico, ma i favoriti per la notte bolognese. Bernardi, Immobile e Insigne portano in dote alla Nazionale i 61 gol e i 25 assist del campionato: rispettivamente 17-7, 25-7, 19-11. In azzurro, comunque, il rendimento dell’attacco è all’altezza delle migliori d’Europa: 69 reti in 31 partite (media di 2,22 a gara). Solo in 3 match l’Italia ha fatto cilecca. La curiosità è sul centravanti, anche perché il ct, qualche settimana fa, assicurò che ne avrebbe scelto uno per l’Europeo. Adesso frena: «Valuteremo. Saranno utili entrambi. Hanno caratteristiche simili, escludo che possano giocare insieme. O meglio: solo se ci sarà da recuperare un risultato. E io mi auguro che non avvenga». Belotti, su 30 marcatori, è stato fin qui il più ispirato: 8 gol. Solo 5 per Immobile, come per Jorginho con l’en plein su rigore. I due finalizzatori si sono divisi le chance da titolari: 10 partite a testa. E con l’Italia hanno lo stesso numero di reti: 12. Tra i due amici, mai litiganti, atterra il pischello emiliano classe 2000: Raspadori «ha enormi qualità tecniche». Mancini lo ha voluto in azzurro perché «può essere il futuro della Nazionale: è il vero motivo della sua convocazione. Poi spero che possa entrare e fare come Rossi, diventando il nostro Pablito. Ed è diverso da Immobile e Belotti. Ha giocato 120 minuti 48 ore fa, vedremo se sarà meglio farlo riposare». A Bologna anche 1000 spettatori per la gara con la Repubblica Ceca che è nel gruppo D con la Croazia, l’Inghilterra e la Scozia. «Non cambia molto dai quattrocento di Cagliari. E avrei voluto vederne più di sedicimila all’Olimpico: giocare con il pubblico è un’altra cosa». Vero, ma voltandosi indietro è meglio accontentarsi.

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