Neanche due gol in mezz'ora bastano al Parma, l'Udinese la riprende di testa. Sorpresa Ouwejan

Neanche due gol in mezz'ora bastano al Parma, l'Udinese la riprende di testa. Sorpresa Ouwejan
di Vanni Zagnoli
4 Minuti di Lettura
Domenica 21 Febbraio 2021, 15:00 - Ultimo aggiornamento: 15:01

Il Parma sembrava risorto, aveva segnato 2 gol in 8 partite, con l’Udinese ne realizza 2 in mezz’ora ma non basta per vincere, sono fatali due colpi di testa in area. Lo sprint per la salvezza è rimandato, servono 6-7 vittorie, restano 15 gare, la percentuale scende a un 25%, forse. E’ il secondo punto in 11 gare, fa appena meglio del Cagliari ma non lo supera, scivola a 6 punti dal Torino, è il massimo ritardo dalla zona salvezza. I friulani sono a +10 sui sardi, ipotecano la 27^ stagione in fila in serie A, record per le provinciali. 

All’andata finì 3-2 e Liverani tradiva problemi difensivi, che poi divennero offensivi, oggi per un tempo si è rivisto il Parma di D’Aversa, delle due promozioni e due salvezze larghe, per ora era stato davvero competitivo solo nelle gare con la Lazio.

Tra i friulani Samir è in panchina per un problema fisico, gioca Bonifazi. Ci sono partite anche fortunate, il vantaggio crociato è al 3’, cross perfetto dell’ex Pezzella, sempre insidioso sui traversoni, per Cornelius che di testa infila, lo svedese è alla prima rete. Poi un’occasione per Karamoh. Lo stesso schema del gol e Musso devia in angolo.

Senza Deulofeu, l’Udinese deve affidarsi a De Paul, ben controllato dalla difesa, poi è Pereyra a condurre la reazione. Quando il match si riequilibra, l’uno contro uno di Mihaila è bruscamente fermato da Rodrigo Becao: Musso quest’anno non ha ancora parato rigori, segna Kucka. Sorride il presidente Kyle Krause, in tribuna, il romeno è costato 7 milioni, ha 21 anni, è i fra i giovani su cui il Parma ha investito. Guarda la partita da casa Giampaolo Pozzo, il veterano delle proprietà di serie A, dall’86, a parte la famiglia Agnelli.

Gotti mette Nestorovski accanto a Llorente, fuori Becao per Molina, per maggiore presenza in fascia e davanti, Pereyra arretra fra i centrocampisti. 

Il Tardini è un campo ostile, per l’Udinese, è la squadra che il Parma in serie A ha battuto più spesso, nella seconda parte della ripresa attaccherà con continuità e la riprenderà. Piace Conti, a destra, Brugman ed Hernani hanno ritrovato condizione, usciranno entrambi, per Grassi e Cyprien, per coprirsi. Male Llorente, entra Okaka e va subito a segno, di testa, servito da (don) Rodrigo de Paul, è fuori posizione Bani, dopo l’errore con il Bologna. 

Cambio fra olandesi, sulla fascia sinistra del Parma, d sarà decisivo, per Zeegelaar, per una volta poco incidente. Mihaila manca il tris, non c’è rigore. I friulani aumentano il ritmo, è come ci fosse il pubblico, a tratti, per come la partita è trascinante. Il 2-2 arriverebbe sul cross di De Paul, la palla sembra fuori, il Var Piccinini conferma, comunque è questione di centimetri, aveva realizzato Ouwejan.

Dentro Alves e Laurini, la difesa passa a 5 e il pari è immediato, a 10’ dalla fine: punizione da sinistra dell’esterno dei Paesi Bassi, Nuytinck gira di testa, aveva segnato in serie A solo 3 anni e mezzo fa, anticipa il 39enne portoghese. Conti sfiora Ouwejan, che era già in caduta, Irrati neanche va a controllare al Var, è un contatto che si può anche non punire. Gagliolo ha la palla match sul destro, esce di poco. Il finale è naturalmente emiliano, Cornelius è fra gli ultimi ad arrendersi: "Dovevamo concretizzare di più - dice D'Aversa -, l'arbitro ci ha penalizzato in due episodi. E ci sono state più ammonizioni che falli". 

I due peggiori attacchi della serie A hanno originato una bella partita. I 32 cross e i 19 dribbling dei friulani suffragano il pari, i 9 punti in 6 partite permettono al dt Pierpaolo Marino di non avere più dubbi su Luca Gotti. E’ capo allenatore dal novembre 2019, a occhio dal dopo Guidolin (2014) è il tecnico che resiste di più sulla panchina bianconera. Equilibrato, in campo e fuori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA