Stage Nazionale, da Balotelli a Zaniolo, gli osservati speciali di Mancini

Stage Nazionale, da Balotelli a Zaniolo, gli osservati speciali di Mancini
di Alessandro Angeloni
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 11:27 - Ultimo aggiornamento: 12:17

Un mare di calciatori, pronti a ritrovarsi in campo: si comincia nel pomeriggio, allenamento fissato a Coverciano alle 15.30. Tre giorni di allenamenti a porte chiuse per gli azzurri di Roberto Mancini. Il Qatar è un obbligo, dopo il fallimento del Mondiale in Brasile e l’assenza in quello di Russia, l’Italia non può fallire il terzo appuntamento, specie dopo aver vinto l’Europeo, rialzando la testa davanti ai fallimenti della gestione Ventura. Lo spareggio del 24 marzo (la semifinale) con la Macedonia (a Palermo) non è poi così lontano, il tempo è poco e la squadra non ha più momenti per stare insieme. Si decide tutto (o quasi) in questi giorni, poi il campionato, da qui, alla data di Palermo, farà il resto. I problemi per il Ct Mancini non sono pochi, i dubbi ci sono, come è normale che sia. Manca Chiesa, che rivedremo in campo nella prossima stagione. Sono trentacinque i convocati per lo stage, in più  l’innesto di Gian Marco Ferrari e l‘arrivo del giovane difensore della Cremonese, Caleb Okoli al posto dell’indisponibile Giorgio Scalvini. Convocato dell’ultima ora anche Alessio Romagnoli al posto di  Alessandro Bastoni, che non sarà a Coverciano per motivi personali. Tra le novità anche Luiz Felipe. Il resto sono i vecchi noti, oltre al ritorno di Mario Balotelli, che in Nazionale è apparso e scomparso con la stessa facilità. Solo Mancini, si dice, può recuperarlo, ormai a quasi 32 anni ed esperienze modeste con Brescia e Monza. Mario ora è in Turchia, all' Adana Demirspor, lontano dai radar: Mancio lo ha chiamato, è l'ultima chance. Rischi? Ce ne sono, non solo da un punto di vista tecnico, perché le qualità di Balotelli le conosciamo, quanto da quello caratteriale. La forza dell'Italia all'Europeo è stata il gruppo, Mario, spesso, nei gruppi ha sempre vissuto come entità a parte, vedi l'esperienza in Brasile nel 2014, creando non pochi problemi, gelosie e alzate di testa dei leader dell'epoca come Bonucci, Chiellini (che ci sono ancora) e Buffoni. Su di lui, insomma, gli occhi puntanti del ct, alla caccia di un attaccante da integrare a quelli già a disposizione: Belotti non c’è, Immobile da solo non basta. Aggregato, come previsto, anche Joao Pedro, pure lui in lizza per una maglia per il playoff contro la Macedonia ed eventualmente per la finale contro Portogallo o Turchia. “Mancini mi ha fatto cominciare e spero anche che sia colui che un giorno mi farà finire”, le parole di SuperMario.

L’attacco è il reparto che più preoccupa, vista l’anemia da gol emersa nelle ultime partite di qualificazione e anche nella fase finale dell’ultimo Europeo. Tra i convocati, anche Scamacca, che già ha fatto parte del giro azzurro e che punta dritto a una maglia da titolare. Probabilmente solo uno di questi tre bomber sarà tra i convocati di marzo. Considerando che Zaniolo potrà essere speso nel ruolo di Chiesa, Mancini ha voluto studiare da vicino anche il laziale Zaccagni, utile come vice Insigne e come alter ego di Bernardeschi. Ruolo, quello di esterno, spesso ricoperto anche da Pellegrini, che è ko, ma che farà parte dello stage solo per presenziare la parte tattica (come lui anche Bonucci). Questi due non saranno in campo oggi per il primo allenamento azzurro a Coverciano. Sotto osservazione anche il centrocampo, che ha perso la lucidità di Jorginho e il dinamismo di Barella, che restano titolari inamovibili per il ct. Tra i volti nuovi del centrocampo, in attesa del ritorno di Verratti, magari in vista proprio del mondiale in Qatar sono Nicolò Fagioli (Cremonese), Samuele Ricci (Empoli) e Davide Frattesi (Sassuolo). Si rivede Stefano Sensi, che vuole giocarsi la sua chance dopo gli infortuni che non gli hanno consentito di partecipare all’Europeo e alle gare di qualificazione per il Mondiale disputare da settembre. Cristante era un dodicesimo e, per Mancio, resta un dodicesimo.

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