Nazionale, Immobile: «Sono in debito con l'Italia, mi rifarò all'Europeo»

Martedì 8 Ottobre 2019 di Mario Tenerani
Ciro Immobile vuole prendersi il futuro per saldare un debito con il passato. Intanto la Lazio: “Siamo partiti a rilento, ma dobbiamo fare tanto di più. Non basta la vittoria in Coppa Italia dell’anno scorso, in campionato dobbiamo migliorare. Da tre anni vogliamo la Champions…”. Con la Nazionale: “Il Mondiale perso è stata una ferita grande. Mi è mancato qualcosa, segnavo tanto in Italia, ma non ero soddisfatto completamente… Voglio fare di più in Nazionale”. 

Partiamo dal dualismo con Belotti, come lo vive?
“Per me questa alternanza può far comodo. Io e il ‘Gallo’ abbiamo un ottimo rapporto, ma sarebbe uguale per altri. La concorrenza stimola. Ora stiamo segnando di più, ho fatto gol anche io dopo tanto tempo. Se faremo una partita a testa o qualcosa in più l’uno o l’altro, saremo comunque tranquilli”. 
In cosa siete diversi?
“Abbiamo caratteristiche diverse, ma è positivo. Così a seconda delle partite si può cambiare assetto. Lui preferisce stare dentro l’area, ma entrambi attacchiamo gli spazi in profondità, però ha ragione il Ct dobbiamo migliorare per la squadra”. 
La maglia verde le piace?
“E’ particolare… Noi siamo legatissimi all’azzurro, ma si può cambiare. Anche nei club con la terza maglia si fanno esperimenti. Noi siamo orgogliosi di indossarla e speriamo di avere lo stesso risultato del ’54 quando l’Italia battè 2-0 l’Argentina proprio a Roma”. 
Sente di dover dare di più?
“Per me è motivo di orgoglio avere continuità ed essere accostato ad attaccanti molto forti, ma purtroppo sono  mancato quando potevo fare un passo più alto e allora e devo migliorare. Con l’Italia ho un debito e devo saldarlo. L’Olimpico è il mio stadio da 3 anni e 7 gare, mi aspetto tanto pubblico; conosco ben i romani, sia i laziali che i romanisti. Ci daranno tanto sostegno”. 
E’ uno dei momenti più belli per lei?
“Nella stagione dei 41 gol avevo fatto bene, ma come dicevo è mancato qualcosa, era il Mondiale perso. Quel passo in avanti era quello, ma sono rimasto a casa. In serie  A faccio gol da tanti anni, poi sono stato capocannoniere in Europa League con la Lazio, ma voglio fare di più, come ho spiegato, con la Nazionale”. 
Potrebbero arrivare nuovi attaccanti?
“Adesso siamo qui io il ‘Gallo’ poi vedremo. Tutti hanno la possibilità di vestire questa maglia, ma se ci sarà un altro attaccante come Balotelli o un altro, aumenteremo il ballottaggio… Certo (e ride, ndr) io preferirei giocare sempre e segnare sempre…”. 
La Lazio è una squadra molto forte, eppure non riesce ancora a decollare. Perché?
“Siamo partiti un po’ a rilento, ci manca un passo diverso per stare alla pari delle altri grandi. Di sicuro da quando gioco io in Italia questo è il campionato più difficile. Non ci sono le due-tre squadre materasso contro le quali eri certo di far risultato. E’ ovvio che noi dobbiamo fare molto di più. Da tre anni lottiamo per la Champions e non riusciamo ad andarci… Al di là della bella vittoria in Coppa Italia dell’anno scorso, come ho detto dobbiamo fare meglio in campionato”. 
Lei, notoriamente calmo ed equilibrato, che prova quando ripensa alla lite con Inzaghi dopo la sostituzione?
“Mi fa piacere che mi facciate questa domanda perché significa che mi conoscete bene e sapete che mi sono sempre comportato bene. Non ve lo spiegate neppure voi.. Ho sbagliato, anche io posso sbagliare. Non mi sentivo bene, ma una cosa così non si fa e per questo non voglio accampare scuse. E passatemi la battuta: mi metterò d’accordo con il nostro allenatore per rifarlo perché da allora ho segnato 4 gol in una settimana (e scoppia a ridere, ndr)”.  
Diceva del Mondiale e di questa ferita grande…
“Sì è stata una ferita e si era capito. Io segnavo in ogni stadio, ma non mi sentivo soddisfatto in pieno. Ero felice però mi mancava quella cosa… Ho sofferto anche l’anno dopo con la maglia azzurra. Sentivo che dovevo dare di più per dimostrare. Volevo strafare e sbagliavo. Ringrazio Mancini che mi ha aspettato quando ero in difficoltà. So che ho sbagliato qualche partita, ma lui ha avuto pazienza. Il gol con la Finlandia è stata una liberazione, lo avete compreso anche vedendomi esultare.  Ora sono felice. Vivo bene questo gruppo, stiamo facendo un gran lavoro e dobbiamo andare in fiducia nell’Europeo”. 
Dove dovete migliorare?
“Noi giochiamo palla a terra, ma in velocità siamo molto abili. Dobbiamo tenere botta in attacco, far salire gli esterni, riempire l’area, aiutare la squadra nei frangenti di difficoltà, duettare coi giocatori tecnici che abbiamo. Io e Belotti siamo bravi, ma su altre cose dobbiamo migliorare”. 
I cori razzisti dei tifosi della Lazio?
“Ho letto qualcosa. Io e la società ci dissociamo, ma non so bene che sia successo. Cose che vede la Uefa e decidono loro. Stiamo lottando tutti per questa situazione e la Lazio farà la cosa migliore”. 
L’Italia come sta?
“Dopo la delusione del Mondiale abbiamo dovuto rialzare la testa. Infatti questo ci ha spinto a dare di più. La voglia di rilancio. Abbiamo l’opportunità di giocare la prima in casa a Roma all’Europeo, dobbiamo sfruttarla”. 
L’errore da non fare con la Grecia…
“Loro hanno tanti volti nuovi, ma la partita per noi è fondamentale. Per questo ho invitato l’Olimpico a darci una mano, uno stadio meraviglioso quando è pieno. Non sottovaluteremo la Grecia”. 
Il merito più grande del Ct?
“Non eravamo in un momento buono, ma lui ha formato un gruppo e ci ha dato un gioco. Dopo la partita con l’Ucraina è stato bravissimo Mancini perché ha creato questo schema che piace al nostro pubblico, tutto pressing e calcio offensivo. Stiamo facendo un gran lavoro e abbiamo bisogno che la gente torni ad amare la Nazionale come la amiamo noi da dentro”. 


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